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Felipe Melo tiene una minchia tanta (e 2 coglioni così)


  • Subject: Felipe Melo tiene una minchia tanta (e 2 coglioni così)
  • From: Pikkio 2.0
  • Data: Fri, 10 Oct 2008 12:40:19 +0200
  • Newsgroups: it.sport.calcio.fiorentina


Massima stima per l'atleta di Cristo (anche se non sono credente). Questo
c'ha due palle così, poco da dire.

Felipe lei è un´atleta di Cristo. Come riesce a tenere insieme fede e
pallone?
«Facile. Per giocare ci vuole fede. Per vincere una partita ci vuole fede.
La fede è la chiave di tutto».
Ma sono due mondi diversi e distanti.
«Perché? La fede è la strada che tutti dovremmo seguire. Non vedo un
problema».
L´altra sera era in campo e ha visto Borgonovo, la fede può spiegare anche
questo?
«No, ci sono cose che la fede non riesce a spiegare. E poi la fede non deve
dare risposte, la fede è "la" risposta. Quello che è successo a Borgonovo è
terribile, ma la vita purtroppo è fatta anche di queste cose. La vita è
così».
Com´è la sua vita?
«Adesso è bella, ma ho lavorato tanto per conquistare quello che ho. I primi
tempi, in Brasile, non era così. Non mi è mai mancato niente, però lì la
vita non era bella».
Se l´è meritata una vita così?
«Sicuro».
Quanto è importante per lei la famiglia?
«Molto. Prima viene Dio e poi la mia famiglia. Senza la mia famiglia non so
vivere. Mia moglie e i miei figli sono sempre con me».
A proposito di figli, il primo si chiama Lineker, come il calciatore.
«Sì, mi piaceva».
E il secondo David.
«Un nome della Bibbia. Ha presente Davide contro Golia?».
E a gennaio nasce il terzo.
«La terza, è una femmina. Pietra».
Quando ha capito che Dio era quello che cercava?
«I miei genitori sono cattolici e molto religiosi, fin da bambino mi hanno
insegnato la parola del Signore. Ma io all´inizio seguivo un´altra strada».
Cioè?
«La Bibbia insegna certe cose, io ne facevo altre».
Tipo?
«Per esempio ho fatto sesso prima del matrimonio. Nella Bibbia c´è scritto
che puoi fare l´amore solo con tua moglie, io invece l´avevo già fatto prima
di sposarmi».
Adesso le cose sono cambiate.
«Adesso ho più esperienza, non sono più un ragazzo, ho venticinque anni e ho
messo la testa a posto».
È sereno?
«Sono normale. Sono tranquillo. Sereno non sempre».
Cosa non le piace del mondo del calcio?
«La falsità, ce n´è troppa».
Vale anche nella vita
«Vale sempre, la verità è la sola cosa che ci deve guidare».
E cosa le piace del calcio?
«Che ogni partita è diversa dall´altra».
Prima di giocare prega.
«Ringrazio il Signore per quello che mi ha dato e perché mi dia la forza per
affrontare la partita».
Nostalgia del Brasile?
«Tanta. Mi manca il mio Paese, appena posso ci torno sempre».
È vero che pratica il ju-jitsu, un´arte marziale?
«In Brasile è una disciplina molto praticata. Mi diverto a combattere con
mio fratello, vinco sempre io. Oppure lotto con mio padre quando ci vediamo.
Ma ormai lo pratico molto poco».
E poi?
«In tv guardo tutto lo sport, mi piacciono soprattutto basket e pallavolo».
E con la playstation come la mettiamo?
«Sono abbastanza bravo».
Niente vino, solo Coca Cola.
«È la mia bevanda preferita».
Neppure un tatuaggio.
«Nella Bibbia c´è scritto che bisogna avere rispetto del proprio corpo».
Parliamo di calcio. Che squadra è la Fiorentina?
«Forte, capace di farsi rispettare sia in campionato che in Champions
League».
Qual è l´obiettivo in Champions?
«Passare il turno, dopo ne riparliamo».
E in campionato?
«Lo scudetto».
Come lo scudetto?
«Una grande squadra deve avere obiettivi ambiziosi anche se sa che sono
difficili da raggiungere. Quindi il primo obiettivo deve essere lo scudetto.
Il secondo la Champions. Il terzo la Uefa».
Qual è la partita che vorrebbe rigiocare?
«Quella con la Lazio, possiamo vincere».
Si sente un leader?
«Quando ero più piccolo mio padre mi diceva sempre: "Sei un leader, sei un
leader" e io mi sono convinto. Le responsabilità non mi spaventano».
Ha un sogno?
«Sicuro, la nazionale. Sarebbe bellissimo. Quando ho fatto l´accordo con la
Fiorentina ero a cena con la mia famiglia e alcuni amici. Mi ha chiamato il
mio procuratore e mi ha detto: ho firmato. Ero così emozionato che mi sono
messo a piangere e non riuscivo a parlare. Mia moglie si è spaventata. "Chi
è morto, chi è morto", mi ha urlato. Pensava a una brutta notizia, invece la
mia era solo felicità. Ecco, se mi chiamasse Dunga succederebbe la stessa
cosa».
Che pensa di Prandelli?
«È troppo sincero e nel calcio è una cosa rara. Mi piace troppo».

--
Pikkio




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