Forums for you Fast forums in a simple way
 Registrati
user
password
 


Home->it.politica.pds
Rispondi  Torna al forum Notizie

Il «massacro» della Diaz


  • Subject: Il «massacro» della Diaz
  • From: outis
  • Data: Sun, 6 Jul 2008 03:06:50 +0200
  • Newsgroups: it.politica.pds



Il «massacro» della Diaz
La dura requisitoria del pm Cardona Albini al processo per la «notte cilena»
del G8. Identificato anche il primo poliziotto ad entrare nella scuola. Il
processo dovrebbe arrivare a sentenza, nonostante la bloccaprocessi
Sara Menafra
INVIATA A GENOVA

Quella parola vietata, che finora nessuno aveva osato pronunciare parlando
della notte della Diaz a Genova, è ora sul verbale della requisitoria: il
pestaggio dei no global, ha detto il pm Francesco Cardona Albini, è stato un
«massacro»: «Ed è stato questo massacro e non certo il reato associativo
contestato dalla polizia, ad accomunare le 93 vittime di questo processo,
che prima neppure si conoscevano». Seguendo il filo della ricostruzione
avviata due giorni fa dall'altro inquirente di questo lungo processo, Enrico
Zucca, Cardona Albini ha raccontato per quasi otto ore di fila, dalle 9,30
alle 17 di ieri, con una piccola sospensione solo per la pausa pranzo,
attimo per attimo l'assalto alla scuola Diaz. E cioè quando, poco prima
della mezzanotte di sabato 21 luglio, dopo tre giorni di manifestazioni e la
morte di Carlo Giuliani, circa 300 poliziotti divisi in due colonne
arrivarono da entrambi i lati di via Cesare Battisti per assaltare il
complesso delle scuole Diaz, la Pascoli, che ospitava il mediacenter del
Social forum e parecchie redazioni «volanti» tra cui quella di Indymedia. E
la Pertini, dormitorio gestito dallo stesso Genoa social forum.
Le immagini video, girate dai mediattivisti della Pascoli, mostrano con
chiarezza gli uomini del Settimo nucleo antisommossa romano, guidato da
Vincenzo Canterini, che sfondano il cancello della scuola e si precipitano
verso il portone. Con un dettaglio importante, giunto solo ora che il
processo è finito: «Da quel filmato - ha detto Cardona Albini - siamo
riusciti ad identificare chi è il poliziotto che per primo entra nella
scuola». Nella scuola vengono arrestati 93 manifestanti: 70 di loro
usciranno dall'edificio feriti, tre in condizioni gravissime, di cui uno in
coma. Quasi tutti gli arrestati (settantacinque) saranno portati alla
caserma di Bolzaneto per essere torturati.
Al «massacro» prendono parte decine di poliziotti in divisa e in borghese,
mai identificati. Cardona Albini si è soffermato a lungo sulle deposizioni
delle vittime, elencando lesioni, fratture, contusioni. Ha parlato di Lena
Z., la giovane tedesca percossa e trascinata per le scale della scuola che,
come ha raccontato lei stessa, ha perso il 30% della capacità polmonare in
seguito al pestaggio. «Un poliziotto è venuto lì e mi ha preso per i capelli
e sono rimasta fuori con le mani alzate davanti ai poliziotti. Hanno
iniziato a picchiarmi con i bastoni sulle spalle e sulla testa. Mentre mi
picchiavano sentivo le costole rompersi. Poi la polizia mi ha tirato su e
buttato contro il muro. Quando ero per terra hanno continuato a colpirmi».
«Avevo la sensazione che si divertissero mentre mi stavano picchiando e che
mi venivano fuori dei rumori mentre mi picchiavano sullo sterno. Avevo la
sensazione che quando mi uscivano questi rumori dessero più gioia alla
polizia, come se li incitasse». Un racconto raccapricciante, come quello del
giornalista del Resto del Carlino Lorenzo Guadagnucci: «Ricordo che i primi
che sono venuti vicino a me, in realtà hanno preso di mira i ragazzi che
avevo alla mia destra, la ragazza in particolare che era quella più vicina,
proprio affianco... che io avevo affianco, è stata presa con un calcio alla
faccia, quindi è stata spinta indietro, è un po' barcollata, sì è piegata
con la schiena all'indietro, il ragazzo che aveva affianco è stato raggiunto
da delle manganellate, erano due gli agenti in questo momento che si sono
rivolti contro questa coppia». «Mi sono avvicinato alla ragazza per
aiutarla, per vedere cosa le fosse successo, se potevo sostenerla in qualche
modo, mentre facevo questo però i due poliziotti si sono rivolti verso di
me, ho cominciato a sentire il sangue che scorreva, perdevo sangue in
particolare da uno squarcio che avevo qui nel braccio, un buco molto
profondo».
E poi i racconti dei tedeschi, degli spagnoli. Tutti ricordano l'insulto
comune, in un inglese universale: «Bastard». Più di un italiano invece
ricorda la scioccante promessa degli agenti in mezzo alle botte: «Nessuno sa
che siamo qua, vi ammazzeremo tutti». Cardona ha concesso un lungo tempo
anche alla testimonianza di Michelangelo Fournier, il vicecomandante del
settimo nucleo sperimentale antisommossa, la cui deposizione ha fatto il
giro del mondo insieme a quella definizione «macelleria messicana» e alla
sua esclamazione «basta basta» nel mezzo dei pestaggi. Per Cardona Albini è
stato come «aprire una finestra» in un delirio senza speranza, anche se
neppure quella testimonianza (l'unica degli imputati per lesioni, a parte
quella di Canterini) è riuscita a concedere un briciolo di verità a questa
storia da parte delle forze dell'ordine: «Per amor di patria Fournier ha
difeso i suoi», è stato il lapidario commento. Ora che appare a tutti chiaro
che con molta probabilità il processo Diaz arriverà a sentenza nonostante il
decreto bloccaprocessi, ora che la corte sarà chiamata a decidere, Francesco
Cardona Albini ha guardato i giudici quasi spaesato e ha concluso: «Mi
chiedo che cosa volessero fare».




Cerca "Il «massacro» della Diaz" con Gooogle SiteSearch
Google
 
Web www.forumsforyou.com







ForumsForYou non è responsabile dei contenuti degli articoli che vengono inseriti dagli utenti via rete Usenet e che quindi vengono pubblicati di conseguenza sul nostro news server. Si vieta l'utilizzo delle email allegate nei vari articoli per l'invio di mail non richieste.

Copyright 2006 Powered by JTechnology s.r.l. All rights reserved.