Democrazia e salari, si allarga la piazza dell'8 luglio
Oltre al Pdci, ci saranno Ferrero (Prc), numerosi Verdi e personalità
della sinistra e del Pd
L’8 luglio i Comunisti Italiani saranno in piazza. «È una risposta per far
sapere al Governo razzista e xenofobo - come sottolinea il segretario
Oliviero Diliberto - che invece di occuparsi di leggi vergogna dovrebbe
pensare ai milioni di pensionati e lavoratori a basso reddito»
Ma la stampa del nostro Paese decide di non darne notizia - o quasi -
forse perché i comunisti, oggi come ieri, sono scomodi e pericolosi.
Scomodi, nella loro difesa dei valori democratici di libertà e garanzia a
fondamento della nostra Costituzione repubblicana. Pericolosi, nella loro
tenace battaglia sul lavoro, sulla giustizia, sui diritti civili.
La manifestazione dell’8 luglio è una grande occasione per tutta la
sinistra italiana, che deve ripartire dalle piazze come luogo di
partecipazione e mobilitazione di milioni di uomini e donne, di
lavoratori, di giovani. Solo nelle piazze e con la sua gente la sinistra
può ritrovare la sua unità, la sua identità e la sua forza. Ma soprattutto
può costruirsi come opposizione di classe e, insieme, come forza con
ambizione di maggioranza e di governo per la futura guida del Paese.
L’appello è rivolto a tutti, compreso il Pd che se ne tira fuori e rimane
fermo sulla sua posizione: no alla piazza contro Berlusconi e le leggi
vergogna, su cui ci sarà ferma opposizione in Parlamento, e sì alla
piazza, in autunno, ma per denunciare le questioni che contano, i salari,
le pensioni, l’inflazione. Una posizione difficile da spiegare e
sostenere, l’ennesima occasione mancata da parte del suo attuale leader,
Walter Veltroni, per ricucire la rovinosa frattura con la cosiddetta
sinistra radicale. A scendere in piazza con tutta la sinistra contro il
governo Berlusconi sarà Di Pietro e non il Pd. All’appuntamento lanciato
da Flores d’Arcais (Girotondi), Pancho Pardi (Idv) e Furio Colombo (Pd),
hanno aderito Di Pietro e l’Italia dei valori, Rifondazione (con entrambe
le mozioni, Ferrero e Vendola) i Verdi nelle persone di Angelo Bonelli,
Paolo Cento e Loredana De Petris (contrario Boato), Sinistra democratica e
i blogger di Beppe Grillo.
Possibilisti sulla partecipazione Vincenzo Vita, Arturo Parisi e Mario
Barbi, Giuseppe Zaccaria ed altri senatori e deputati. E se, oggi, Vendola
avanza dei dubbi, Ferrero ribadisce che «la manifestazione dell’8 luglio è
necessaria, anche se non sufficiente, visto che mancano i contenuti
relativi all’attacco che il governo delle destre sta portando ai diritti e
ai salari dei lavoratori e dei pensionati italiani. In ogni caso, bisogna
andare in piazza per difendere lo Stato di diritto e le regole
democratiche».
Secco il no di D’Alema che, rispondendo alle polemiche tra Pd e Idv,
spiega che «se si vuole manifestare insieme, insieme si discute, no ai
giochini non intelligenti». Ed aggiunge: «Non è vero che manifestare è
comunque utile per l’opposizione e dannoso per il governo. Una grande
manifestazione serve non per sfogare gli umori dei nostri militanti, ma se
il giorno dopo almeno un italiano in più è d’accordo con noi. Le
manifestazioni servono a conquistare consenso, altrimenti meglio leggere
un libro. Siamo una grande forza e il nostro obiettivo è cercare di
portare via molti voti a Berlusconi». L’appuntamento a cui rinvia il Pd è
una manifestazione in autunno con una «piattaforma politica sui problemi
del Paese».
Sulla stessa linea Sergio Cofferati, che non ritiene ci sia un «pericolo
incombente» nella democrazia italiana e non trova nulla di male «se un
militante del Pd prende parte ad un girotondo». Detto questo, però,
attacca: «Un partito deve avere obiettivi e orizzonti più ampi.
L’opposizione non può limitarsi ad affermare proposizioni identitarie o a
contraddire quel che sostiene l’avversario; deve mettere in campo una
proposta alternativa su ogni terreno. E lavorare per aprire contraddizioni
nell'altro schieramento».
(4.7.08)
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