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Re: Persio insegna


  • Subject: Re: Persio insegna
  • From: Palmiro Pangloss
  • Data: Sun, 06 Jul 2008 01:37:38 +0200
  • Newsgroups: it.politica.internazionale


Persio ha scritto:
>
>>> Tu ci scherzi, ma qualcuno propose veramente di sviluppare un
>>> simil-qassam da usare come risposta commisurata all'offesa.
>>
>> Sparare quassam con la stella di davide su Gaza sarebbe un crimina di
>> guerra.
>
> Formalmente, forse.

Un crimine e' forma. Sarebbe un crimine.

> Ma se il lancio fosse diretto contro le zone di lancio palestinesi

Non lo sarebbe per le caratteristiche intrinseche dell'arma.

>>> Certo che se consideri i militari come una sorta di automi fatti per
>>> uccidere,
>>
>> Da dove lo dedurresti?
>
> Ne parlammo tempo fa.

Non credo proprio di aver mai affermato nulla del genere.

>> Riguardo al non esacerbare i conflitti usando armi troppo potenti, si,
>> in linea generale ha senso. La guerra e' politica, e specialmente nei
>> conflitti a bassa intensita' come quello israelopalestinese le ragioni
>> della politica devono prevalere. E infatti prevalgono: non si e' mai
>> visto l'IDF usare la sua piena forza contro i vari gruppi palestinesi
>> come ha fatto quando e' stato necessario cotnro altri stati.
>>
>> In liena generale, mettiamo che domani tu diventi PM d'Israele con una
>> maggioranza tale alla Knesset da poter fare piu' o meno come vuoi.
>> Quali misure prenderesti? Se rispondi ordinatamente poi ti dico cosa
>> farei io.
>
> Ok. Accetto sportivamente la sfida.
>
> Innanzitutto credo sia il caso di disporre misure di sicurezza
> eccezionali, altrimenti la mia attività politica avrebbe una durata
> molto limitata...

Questa si chiama paranoia.

> Prima di tutto inizierei a dire la verità ai cittadini israeliani:
> - che senza un accordo definitivo con i palestinesi non è possibile
> superare l'inimicizia del mondo arabo-islamico verso Israele;
> - che se non viene superata l'inimicizia del mondo arabo-islamico il
> futuro di israele è a termine;
> - che non è possibile un accordo stabile con i palestinesi fino a quando
> questi non avranno un loro stato autonomo in grado di funzionare;
> - che non esisterà uno stato palestinese fino a quando le colonie non
> saranno ritirate dalla WB;
> - che, dunque, il futuro di Israele è legato al ritiro dei coloni e alla
> creazione di uno stato palestinese, e che questa è una priorità
> strategica per il Israele.

Fin qui siamo piu' o meno daccordo: da sempre sono per uno stato
palestinese indipendente e per lo smantellamento delle colonie.

> Promuoverei quindi un dibattito interno il più possibile libero su
> questi temi; inizierei a mettere a punto un piano di ritiro il più
> possibile conosciuto e condiviso;

Come Sharon, bene.

> farei ogni pressione affinché le due
> fazioni palestinesi: Fatah e Hamas, trovino una loro rappresentanza
> unica, con le buone o con le meno buone.

Esemplifica per favore: da premier israeliano come pensi di poter "con
le buone o le meno buone" far trovare una linea d'azione comune a Fatah
ed Hamas? BTW non ci sono solo Fatah e Hamas.

> Ma, contemporaneamente, chiederei un impegno forte dei paesi arabi a
> sostenere questa strategia, che se è prioritaria per Israele lo è anche
> per i loro governi, e l'impegno concreto (leggi: contributo in cospicue
> risorse economiche e appoggio politico) di Europa e USA.

Overo quanto si e' cercato di fare fin'ora.

> Dunque no all'immmediato accordo sul ritorno dei profughi, come previsto
> nel piano di pace della lega Araba, i profughi vengano aiutati a trovare
> sistemazione nel nuovo stato palestinese.

Quali profughi? E dove?

> terrei invece irrisolto il nodo del Golan con la Siria, lo porterei
> molto alle lunghe, almeno fino a quando una soluzione complessiva sugli
> altri teatri non venisse definitivamente trovata.  

Ovvero cio' che si e' fatto fin'ora.

> Invece direi che Iran e Hezbollah vanno ignorati, per quanto è
> possibile.  

Se sparano?

> E la restituzione (se così si può chiamare) delle Fattorie,

Cosi' non si puo' chiamare, ti ricordo che per l'ONU sono siria, non Libano.

> Nessuno dei due dovrebbe avere ruolo nella vicenda se non
> quello di spettatori.

Questo non dipende da Israele.

> Un terreno forse poco appariscente ma che invece credo sia ricco di
> pesanti implicazioni è quello dei rapporti interreligiosi tra ebraismo e
> Islam.

Come premier di uno stato laico non avresti alcun potere in merito.

> Al procedere del ritiro israeliano dovrebbe procedere lo stabilirsi
> delle strutture statali palestinesi nella WB.

anche questo non dipenderebbe da te.

> E' evidente che se dalla entità palestinese, dal momento che essa
> diventa formalmente autonoma, partissero attacchi contro Israele la
> risposta sarebbe dura, e responsabile sarebbe considerata l'entità
> statale nella sua interezza.  Questo va chiarito con decisione fin
> dall'inizio.

Ovvero come e' successo a Gaza dopo il ritiro.

> Per quanto riguarda Gaza in relazione all'assetto definitivo del futuro
> stato palestinese ritengo che essa costituisca un problema difficilmente
> risolvibile per la mancanza di contiguità territoriale con la WB.
>
> Né varrebbe a facilitarne la soluzione se vi fosse da parte di Israele
> la disponibilità a lasciare un corridoio di transito con la WB.

Si crerebbe cosi' un nuovo problema: Israele diviso in due: guarda una
carta della zona.

Insomma nulla di particolarmente originale e anticonformista: ritiro nei
confini del '67 e vediamo che succede. Cavolo, pensavo chissache'.

Palmiro Pangloss
--
Tarpaulin: Amarcord Cold War
http://tarpaulin.blogspot.com/


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