On 2 Lug, 18:45, "Francesco G." <
indirizzonos...@tin.it> wrote:
>
Senza voler entrare in nessun modo in polemica, mi permetto di buttar
li il mio piccolo contributo
> E considerando che non sei un dermatologo ma un tecnico mi spieghi che
> valore aggiunto può dare la tua spiegazione rispetto a quello che un normale
> lavoratore sa?
>
Diciamo che un tecnico nel momento in cui individua un rischio
"nuovo" (inteso come rischio di cui non si era mai occupato prima)
dovrebbe studiare la materia per valutarlo al meglio e poi con le
conoscenze acquisite, la formazione riuscirai a farla.
Eppoi vogliamo ricordarci anche che esistono i medici competenti e che
hanno i loro bravi obblighi?!?!?
> Tu spieghi una cosa con la spessa competenza che può avere la persona che ti
> sta ascoltando e ci vieni a raccontare che questa spiegazione possa
> influenzare il modo di comportarsi di un lavoratore? Semplicemente non ci
> credo.
Su questo argomento ho qualche riserva: se ti ritrovi le stesse
competenze di un manovale di cantiere diciamo che ti vedo in
difficoltà a fare il RSPP :-).
Come dicevo sopra, se hai individuato il rischio, lo devi aver
valutato, se così è stato almeno un minimo di conoscenza in materia
l'hai acquisita o ti sei fatto "aiutare" da un esperto, quindi,
secondo me, non ti puoi paragonare, per competenze, ad un lavoratore
qualsiasi.
>
> Seconda considerazione: in una scala di priorità dei rischi in un cantiere
> come è possibile che tu abbia solo il tempo di parlare di questa tipologia
> di rischi a persone che non hanno assolutamente voglia di ascoltare?
Ecco... quello della voglia di ascoltare effettivamente è un problema
su cui concordo.
Molto spesso attirare l'attenzione di lavoratori che si son fatti 7
ore di lavoro su argomenti che reputano inutili non è sempre facile:
personalemente (dipende poi dalla "platea") cerco di buttarla
sull'informale con linguaggio tecnico ridotto all'indispensabile e
usando filmati o immagini, facendo in modo in ogni caso che arrivi la
parte fondamentale del messaggio (almeno quello....).
E' anche vero che non so quanto sia meglio tra il morire volando da un
ponteggio subito o morire di tumore alla pelle a 75 anni (o meno)...
E' che i due rischi, avendo una cosneguenza temporale nettamente
differente, sono percepiti in modo differente, ma alla fine la stima
del danno non è tanto diversa.
Saluti
Luca