Re: Ho finito le casse...
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- Subject: Re: Ho finito le casse...
- From: SACD ®
- Data: Tue, 01 Jul 2008 21:03:40 GMT
- Newsgroups: it.hobby.hi-fi
On Tue, 1 Jul 2008 22:59:59 +0200, "AndreaCD"
<
doctornovaLEVAMI@tin.it> wrote:
>...in soli due anni, dopo mille rallentamenti, intoppi, smadonnamenti e
>molte più ore impiegate in simulazioni, prove, bestemmie con i falegnami,
>con il taglio al laser dei pannelli per il filtro...insomma un lavoraccio,
>anche perchè ovviamente una sacco di cose vanno provate sul campo con gli
>altoparlanti montanti insieme sul mobile, mica si può simulare tutto, e
>tante cose vengono fuori solo in questo modo. Cmq molto istruttivo, ci
>abbiamo lavorato in due, usando Clio e un discreto dispendio di mezzi, ed
>alla fine abbiamo rispettato pienamente i propositi iniziali ma attuando
>scelte assai diverse da quelle che si pensavano in partenza. Senza tirarla
>tanto per le lunghe, dato che ne parlerò meglio quando avrò più tempo,
>questa realizzazione non ha fatto che confermare l'esperienza maturata negli
>anni di ascolti di tanti tanti diffusori:
>1), non si cava sangue dalle rape, o si investe negli altoparlanti, o meglio
>lasciar perdere;
>2), il filtro è veramente un casino immondo, praticamente la cassa è lì, e
>farci economie è un suicidio in termini di resa timbrica e saturazione;
>3), le frequenze di incrocio dai risultati oggettivamente migliori in
>termini acustici non sono necessariamente quelle che suggerirebbe la carta;
>4), le misure pubblicate sugli altoparlanti è meglio lasciarle perdere;
>5), ave sospensione pneumatica;
>6), il due vie è sempre una coperta corta.
>In soldoni, il diffusore è una torre di circa 30x30x100 mm che ospita un 3
>vie simmetrico (ProAc docet) in sospensione penumatica tutto ScanSpeak
>piatto come uno spago fino a 30 Hz (+/- 1 dB) con crossover realizzato in
>modo da rendene praticamente impossibile ogni accenno di saturazione con
>tagli a 600 e 1500 Hz (sì sembra assurdo, ma la resa non è paragonabile ad
>altre soluzioni).
Complimenti, ma alla luce di quanto raccontato, la domanda sorge
spontanea: ne è valsa la pena?
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Veritas filia temporis