Re: Il REAME D' INVERNO e l' ARCANA SAPIENZA
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- Subject: Re: Il REAME D' INVERNO e l' ARCANA SAPIENZA
- From: Zonimerc
- Data: Mon, 29 Sep 2008 20:24:06 +0200
- Newsgroups: it.discussioni.misteri
"Leonardo Serni" < sernil@tin.it> ha scritto nel messaggio
news: 3o12e49a8gp6ah4eva1ue199ka97qup3me@4ax.com...
> On Mon, 29 Sep 2008 18:43:44 +0200, Albion of Avalon
> <Albionsmail@gmail.com> wrote:
>
>>> Poi gli studi di Blakeslee e Pharr della Miskatonic nel 1950 (e le
>>> analisi
>>> al carbonio 14 sulla copia custodita a Istanbul) hanno dimostrato che
>>> tale
>>> versione greca non e' altro che un falso creato nel 1050 su ordine
>>> proprio
>>> del Patriarca Michele Cerulario e poi trafugato in Occidente da Umberto
>>> di
>>> Silvacandida
>
>>Quando si parla dell'eresia dei tre capitoli sappiamo perfettamente che
>>la lettera di Iba di Edessa è pesantemente influenzati dalle idee
>>presenti nel necocromicon.
>
> Si', ma non e' detto che in quel di Istanbul e dintorni non fossero state
> occultate altre copie - il tentativo di Cerulario era rivolto soprattutto
> contro gli "occidentali" (la delegazione fini' a scagliarsi anatemi se mi
> ricordo bene). E' piu' che probabile che copie autentiche arabe, ed anche
> traduzioni parziali o complete in greco, siano rimaste in giro, anche per
> secoli.
>
>>Quindi la datazione di Blackeslee e Pharr
>>presenta un notevole margine di imprecisione. Io sarei più per l'ipotesi
>>dell'università di Arkham (perdonami ma non ricordo il nome dello
>>studiosa) che sostiene che lo scritto del 1050 non sia altro che una
>>copia di uno scritto più antico.
>
> Era appunto la Pharr. Vi sono vari passaggi nello pseudo-Fileta che fanno
> pensare che, per creare un falso convincente, il copista abbia attinto ad
> un testo precedente, interpolandolo a passaggi delle versioni greche piu'
> diffuse di Al Azif. Questo avrebbe avuto lo scopo di impedire a Umberto e
> ai suoi di ricostruire il testo prima della loro partenza. Giustamente il
> patriarca Michele non si fidava di lasciare certe robe in mano a chi, non
> piu' di tre secoli prima, aveva dato alle stampe la Donazione di Sutri.
>
> Ricordiamoci che era da poco terminato (e solo ufficialmente!) quello che
> fu poi noto come il "Secolo della Pornocrazia" in cui in Vaticano avevano
> libero accesso gigolo', concubine ed esplicite puttane, cominciando dalla
> contessina Marozia (figlia per l'appunto d'un Teofilatto) che alla tenera
> eta' di quindici anni sviluppava la forza aspirante di una idrovora della
> bonifica ferrarese, e riuscì a convincere il marchese di Spoleto non solo
> a sposarla, ma pure a riconoscere il figlio che aveva avuto (anzi, *stava
> avendo* con il Papa in persona); e sulla cui persona giravano strane voci
> a proposito di stregoneria e quant'altro.
>
>>> Al giorno d'oggi le versioni corrette del Necronomicon sono solo quella
>>> in
>>> originale arabo traslitterata (inutile spiegare perche') e la versione
>>> non
>>> completa rinvenuta non si sa bene come da Pietro di Dacia nel 1290-91 e
>>> da
>>> lui consegnata tradotta a Papa Celestino, nel novembre-dicembre 1294;
>>> poco
>>> dopo, Celestino avrebbe rinunciato al pontificato.
>
>>Non sono d'accordo. Oltre a quelle menzionate da te dovrebbero esserci
>>le copie dell'università di Miskatonic, una ad Haward, una
>>all'università di Buenos Aires, una al British museum ed una alla
>>Bibliothèque nationale a Parigi.
>
> Quelle sono appunto le copie falsate dello pseudo-Fileta. Le copie buone,
> sostanzialmente, sono rimaste nel Medio Oriente fino al 1500 e passa - la
> prima menzione di una copia "diversa" risale al 1641, negli appunti della
> Biblioteca Kircheriana. Per un certo periodo si penso' addirittura che ci
> potessero essere dei legami fra quella e il MS Voynich, anche perché pare
> che ci fosse anche li' lo zampino dell'ineffabile Dee. L'ipotesi è venuta
> meno solo di recente, con la crittanalisi del Voynich medesimo, che ne ha
> confermato la natura di documento-truffa.
>
>>Leo una curiosità amena, puoi anche non rispondere pubblicamente.
>>Per caso sei imparentato con quei Serni che come insegna araldica hanno
>>un serpente attorcigliato ad un piede?
>
> ...e che somiglia al serpente a forma di "S" nell'insegna di Isernia, che
> ha come patrono proprio Celestino V?
>
> Be', e' una storia lunga e tortuosa; Isernia nasce sul luogo di una serie
> di citta' molto piu' antiche, addirittura pre-umane, ed e' teatro di vari
> equivoci storici - come la derivazione del nome locale 'Armagno' (da cui,
> poi, Armani) al vocabolo Hahrimann, che non e' longobardo come si crede),
> e...
>
> ...ma si e' fatto tardi, e devo andare a comprare la polverina per questi
> strafottutissimi topi nel muro.
>
> Leonardo
>
Sei davvero un signore ;-)
L'"inglesaccio" (LOL !!) Non si merita degli sputtanamenti così garbati.
Soprattutto ora che ho scoperto delle cosette su di lui ...
...io mi terrei alla larga!
NzN
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