Forums for you Fast forums in a simple way
 Registrati
user
password
 


Home->it.cultura.orientale.giappone
Rispondi  Torna al forum Notizie

La Yoseba di Osaka


  • Subject: La Yoseba di Osaka
  • From: ROB \(Senza Numero\)
  • Data: Sat, 21 Jun 2008 06:59:09 +0200
  • Newsgroups: it.cultura.orientale.giappone


Fino a vent'anni fa Kamagasaki - il più grande mercato di lavoratori a
giornata dell'arcipelago giapponese - per molti era ancora l'anticamera
della condizione di senzatetto, il destino inevitabile dopo lo scoppio della
«bolla» all'inizio degli anni '90. Oggi il confine tra yoseba - i quartieri
dove i caporali ogni mattina vanno a reclutare la forza lavoro da impiegare
nei cantieri - e tendopoli di barboni quasi non c'è più. E Kamagasaki - che
negli anni '80 forniva braccia e sudore alle speculazioni edilizie
selvagge - somiglia sempre di più a un bacino di disperati, troppo vecchi e
malandati per i lavori pesanti o semplicemente rimasti senza impiego a causa
della crisi economica, che periodicamente devono fare i conti con le retate
della polizia o con gli attacchi dei cittadini. Per resistere si sono
organizzati, insieme a delle associazioni che li assistono per difendere i
loro diritti.

Ieri erano in centinaia a circondare la stazione di polizia di Nishinari, la
stessa presa d'assalto da 2mila manifestanti durante la prima grande rivolta
di Kamagasaki: era l'agosto del '61 e anche allora la scintilla era stato un
caso di sopruso delle autorità nei confronti di un abitante della grande
yoseba. La rivolta di venerdì non è stata infatti un caso isolato. Episodi
simili non sono frequenti in un paese dove anche i cortei di protesta
sfilano in modo ordinato e composto, ma le yoseba e, in generale, i grandi
agglomerati di emarginati fanno eccezione. Uno dei casi di rivolta più
recenti risale al 2006, quando, in occasione di un convegno internazionale
dedicato alle rose, il comune di Osaka ha sgomberato due parchi occupati da
tende e baracche di senzatetto che, nonostante l'avviso di evacuazione, si
erano rifutati di muoversi.

Oggi a Kamagasaki solo una parte degli abitanti riesce ancora a tirare
avanti facendosi reclutare quotidianamente dai pochi caporali che ancora
frequentano il «mercato» e può quindi permettersi di dormire nei doya, i
dormitori a buon mercato nati proprio per loro - ma frequentati sempre di
più anche da turisti «zaino in spalla»: molti sono stranieri, soprattutto
filippini e sudcoreani, che arrivano col visto turistico direttamente nelle
yoseba, su invito di parenti e amici lì già sistemati e, scaduti i tre mesi
di permesso, rimangono per qualche anno da irregoari per mandare le rimesse
a casa.

La crisi da cui il Giappone si sta lentamente risollevando ha cambiato
radicalmente la demografia delle yoseba. Kamagasaki - che nell'immediato
dopoguerra era uno slum dove vivevano famiglie di emarginati - ha vissuto la
sua epoca d'oro nel periodo del boom economico, tra gli anni '60 e la prima
metà degli anni '70. Un peridodo in cui i braccianti agricoli lasciano le
campagne per ingrossare le file del sottoproletariato urbano - forza lavoro
che trova impiego nell'industria pesante e in quella manifatturiera, il
carburante che sta dando all'economia una spinta senza precedenti. É allora
che il numero dei lavoratori giornalieri aumenta considerevolmente e
Kamagasaki diventa il più grande mercato per il loro reclutamento.

Da slum si trasforma in doyagai - quartiere di doya - e la popolazione
cambia radicalmente: non più famiglie con bambini ma uomini soli che vendono
giornalmente le braccia alle imprese di costruzioni, alle fabbriche
manifatturiere e alle compagnie di trasporti.

A partire dalla seconda metà degli anni '70 e per tutti gli anni '80 - il
periodo della cosidetta «economia della bolla» - Kamagasaki diventa un
riferimento per i caporali che forniscono forza lavoro alle imprese
edilizie, in cui è impiegato più dell'80% dei lavoratori di Kamagasaki.

Poi arrivano gli anni '90, la bolla scoppia e il lavoro langue. Ai
giornalieri, che privi di occupazione passano al rango di senzatetto, si
aggiungono i nuovi disoccupati, quelli che hanno perso il lavoro e non hanno
né l'età né i mezzi per riciclarsi e ricominciare.

Dagli anni novanta il numero dei nojukusha, i barboni, ha cominciato ad
aumentare in maniera vertiginosa, raggiungendo una quota che va dai trenta
ai cinquantamila. Di questi un quarto risiede nella sola Osaka e buona parte
di loro, ai bei tempi, lavorava come giornaliero a Kamagasaki.

di Junko Terao su IL MANIFESTO



Subject Mittente Data
.# La Yoseba di Osaka ROB \(... 21/06/2008


Torna a...>La Yoseba di Osaka
Cerca "La Yoseba di Osaka" con Gooogle SiteSearch
Google
 
Web www.forumsforyou.com







ForumsForYou non è responsabile dei contenuti degli articoli che vengono inseriti dagli utenti via rete Usenet e che quindi vengono pubblicati di conseguenza sul nostro news server. Si vieta l'utilizzo delle email allegate nei vari articoli per l'invio di mail non richieste.

Copyright 2006 Powered by JTechnology s.r.l. All rights reserved.