- Subject: Re: dubbio sostanziale
- From: qf
- Data: Tue, 1 Jul 2008 17:37:52 +0200
- Newsgroups: it.cultura.filosofia.moderato
"L"
>
> Se siamo in un intorno (per ipotesi di speculazione conoscitiva) che ci
> consente le condizioni di equivalenza, allora, alcuni fatti possono
> dirsi "equivalenti -nel loro accadere- rispetto a ciò che producono"
> (concetto di esperimenti "ripetibili" nella scienza, perché la scienza
> si interessa del "ripetibile").
Tipo il big-bang, per esempio?
Infatti succede ogni mattina, col primo caffè :-))
> Se ipotizziamo -viceversa- il concetto di "perfetta ripetibilità", quel
> tipo di ripetibilità che non ammettesse errore di misura, ossia siamo
> nei modelli astratti (e non i quelli reali), allora, un solo A genererà
> il successivo scenario che dipendeva da A.
Dipende dal tipo di modello.
Conosco modelli detti "signornò" scritti apposta per far dispetto al senso
comune.
Brutta bestia il senso comune. Praticamente è della specie dei dinosauri.
Non può dire una cosa che è subito sbagliata.
Quindi bisogna scrivere modelli che lo spiazzano, sennò non si sta bene al
mondo.
Mica fra dinosauri siamo, qui, ma fra giocatori di golf e di tennis. Persino
di scacchi.
Solo per sbaglio non siamo in California o nel Massachusetts.
> Poiché ogni fatto è
> irripetibile, se non da se stesso (e dovendo anche ritornare indietro
> nel tempo x ripeterlo), altrimenti introduce errore.
Non mi dire. Mi stai sporcando l'acqua che devo bere in questo ruscello.
"Ma tu sei a monte", dirai tu. Però tu un tempo hai parlato male di mio
nonno.
Non devo dunque sbranarti?
> Ecco perché invitavo a distinguere teoria dei modelli e teoria della
> misura.
Stai forse affermando che la matematica è uno strumento grossolano?
E che le misure sono da sempre appannaggio della tecnologia?
Ahi, ahi, la potente mano della comunità scientifica non ti risparmierà la
sua pubblica riprovazione.
Hai tutta la mia solidarietà
Ciao :-))
qf