Re: Socraticamente sapienti
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- Subject: Re: Socraticamente sapienti
- From: astolfo777@virgilio.it
- Data: Mon, 7 Jul 2008 05:37:29 -0700 (PDT)
- Newsgroups: it.cultura.filosofia.moderato
On 7 Lug, 11:03, "Massimo 456b" <"mgx654 [REM] b"@hotmail.com> wrote:
> Per milleni il mondo è stato descritto
> dai filosofi come un miscelarsi di quattro
> elementi fondamentali:
> terra, acqua, aria, fuoco.
> Certo che al contadino, anche ai giorni
> d'oggi, non serve sapere molto di più.
> Quello che è nei libri di fisica serve
> a una ristretta cerchia culturale.
> Saremo mica diventati esageratamente
> pignoli?
Ma davvero la scienza attuale è pervenuta a dei risultati tanto
superiori alle cosmologie antiche? La scienza del tutto non esiste e
ciascuna cosa è una parte del tutto: la parzialità della scienza non è
sufficiente per regolare il nostro agire. Al contadino serve una
cosmologia, non una scienza, e come al contadino così a tutti noi; ed
è assurdo illudersi che la scienza ci possa essere d'aiuto. La scienza
è formidabile per certificarsi del particolari ma funziona quando si
hanno già le idee chiare e solo la filosofia può schiarirle. Gli
scienziati scoprirono il cosiddetto atomo e solo dopo capirono che
l'atomo era divisibile; poi scoprirono i quark... E chi lo potrà dire
se non esista davvero la monade? Mai nessuno scienziato, visto che
l'infinitamente piccolo non è sperimentabile. E così via dicendo.
> E in seconda analisi, la divulgazione
> scientifica non confonde le idee, oltre che
> al contadino, anche (per esempio)
> all'amministratore della cosa pubblica?
> Insomma, non c'è il rischio che tanta gente
> viva nell'illusione di credere di sapere
> e poi adotta scelte sbagliate?
> Sembra che ci sia un sempre più evidente
> rifiuto di fidarsi di chi sa. Le farmacie
> nei centri commerciali sono un buon esempio.
> Figurarsi le farmacie di Epicuro.
> Il tutto poi si traduce in un rifiuto di fidarsi e basta.
> ciao
> Massimo
Quindi direi che se è vero che che la divulgazione è difficile e nella
maggioranza dei casi distorce, è pur vero che il saggio non si fa
dipendente dalla scienza né tantomeno da una divulgazione. Nell'uomo
comune il rifiuto di fidarsi è un modo anche per tornare a quella
conoscenza filosofica che ho indicato prima, laddove però non ci sia
volontà oscurantista di negare i risultati veramente acquisiti dalla
scienza.