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Re: Modellizzazione vs empiria autocentrata


  • Subject: Re: Modellizzazione vs empiria autocentrata
  • From: Ardea Cinerea
  • Data: Fri, 4 Jul 2008 16:03:19 +0200
  • Newsgroups: it.cultura.filosofia.moderato


"thisDeadBoy" <thisdeadboy@TOGLIMIhotmail.com> a écrit dans le message de
news:g4l7ro$n31$1@news.newsland.it...

> L'evidenza, si sa, e' "pericolosa" :)
> Soprattutto quando diamo un assenso alla dimensione
> trascendentale (classica) del rapporto, e' importante
> notare come "l'evidenza" sia quell'aspetto caratteristico
> tale per cui il rapporto e' in modo del tutto unico
> presente alla-nella nostra coscienza. Dunque al di
> la' di un'evidenza, per cosi' dire "formale" che si
> e' "formata" nei vari logos, ne abbiamo una sottostante
> (trascendente) molto, molto interessante (a mio modesto
> avviso).

Certamente, ed è forse quella cui mi riferisco io quando parlo di una
ricerca di unità.

> Direi che dipende dal carattere che diamo all'aggiustamento;
> se assomiglia ad un che del tipo "un colpo al cerchio ed uno
> alla botte" oppure qualcosa di piu' vicino al tuning,
> all'accordatura di uno strumento. Il primo tipo mi sembra
> un'atto che avviene prevalentemente in uno solo dei due
> modelli, il secondo invece si inserisce armoniosamente nel
> rapporto dei modelli.

Chiaro che una volontà reciproca di unione determina il "tuning", mentre un
voler permanere in se stessi ("io sono fatto così") determina aggiustamenti
possibili oppure irrigidimenti o peggio rigetto dell'altro quando questi
aggiustamenti non sono possibili.

> Si, vorrei pero' tentare di oltrepassare la sensazione
> "materiale" di due "pezzi" che si incastrano o due
> "energie" che si entificano a vicenda, oppure due
> rispettabili scelte di vita che potrebbero tentare
> autonomamente il loro affermarsi.
> Piuttosto tendo a vedere i due modelli come Unita'
> (Unita' che completa la triade). Si si lo so che
> avete capito dove vado a parare :)

Potenza=capacità di agire; Sapienza=conoscenza di come agire; Amore (momento
unificante)= ciò che costituisce l'alfa e l'omega, il principio e la fine
dell'azione, sia quanto al suo poter essere sia quanto al suo saper essere
(in questo o quell'altro modo).

> L'oblio dell'occidente e' testimoniato dalla frattura
> dei due modelli, lungi dall'essere due "opzioni" ma
> reali proprieta' metafisiche, ontologiche, l'essere umano
> che si allontana dall'unita' dello Spirito non puo' che
> realizzare un mondo in frantumi, il dramma e' che la
> ricomposizione viene "razionalmente" tentata atrofizzando
> un modello piuttosto che l'altro, oppure provocando "cortocircuiti"
> passando da un modello all'altro.

Esattamente. Immaginiamo un Petrarca che si realizza nell'unione carnale e
spirituale con la sua Laura invece di vagheggiare un amore adultero e
impossibile per tutta la vita... non ne sarebbe forse scaturita una poesia
ancora più grande, dal momento che ciò che è (i. e. ciò che si realizza) è
infinitamente superiore a ciò che non è (che è soltanto vagheggiato,
immaginato)?

> Si, ma a questo punto avanzo l'ipotesi di considerare il
> rapporto come dimensione ontologica (eidetica) e non come
> causa efficente per la quale si attua la nostra realizzazione;
> mi pare, caro Amico, che questo sia sempre stato un punto su
> cui ci "dividiamo" amichevolmente :)

La mia idea è puramente platonica (il P. della VII lettera): le idee non
vanno cercate in un altrove, ma nelle cose reali. Cioè laddove si tratta di
qualcosa che si realizza, che è da compiersi, come l'Amore, sta a noi
"compierlo secondo l'idea". Esattamente come il vero artigiano è, per P.,
quello che lavora avendo in mente l'idea di quanto deve realizzare. P.
disprezzava invece il puro compito banausico privo di intelligenza e di
conoscenza dell'idea. Parimenti io disprezzo ogni atteggiamento che si
autodefinisce "amore" ma che non sa dove vuole andare a parare, e assomiglia
più all'istinto delle bestie... d'altra parte però disprezzo anche i
platonismi che "demonizzano" il sensibile e il corporeo.
Dunque vi è una causa efficiente, ma questa è possibile solo perchè l'Amore
è causa finale e principio informante (forma=idea) quella efficienza.

> Ecco come, imho, risulta essenziale giungere ad una visione
> dell'Amore tramite la quale unificare le concezioni. Mi pare
> evidente (!) che non sia tra le attivita' piu' seguite oggigiorno :)

Per nulla infatti....

> Vai avanti che tu seguo :))

Sto svolgendo ricerche cercando tracce del "mio" modello ma i testi in
Google libri sono tutti in visione limitata SGRUNT!!!

> Ciao!!!

Ciao carissimo
A. C.


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