Ardea Cinerea ha scritto:
> Ad ogni modo consiglierei una scelta di fonti meno "orientate"...
A me sembra che le fonti che tu consideri "orientate" siano semplicemente
delle fonti che tentano di dire ciò che è sotto gli occhi di tutti,
all'interno di una cultura che per lo più tende sistematicamente a rimuovere
quella evidenza o a negarla per mezzo di un silenzio assordante.
Prendiamo ad esempio il caso di Caravaggio. Sappiamo bene che la psiche
non è oggettivabile, e che non potremo mai indicare con il dito un pensiero
o un sentimento o un desiderio. Tuttavia osservando un dipinto di Rubens
o Tiziano a tutti pare evidente l'emozione che in essi suscitava il corpo
femminile, e dovendo parlare dell'oggetto d'amore di Rubens o di Tiziano
si parlerebbe della loro "amata", che corrisponde esattamente a ciò che
si vede nei dipinti, senza aggiungere ipotesi complicate e arbitrarie sulle
loro reali inclinazioni. Ecco, venendo al caso del Caravaggio, a me sembra
che ci sia una pari evidenza in senso contrario, solo che questa evidenza a
quanto pare non può essere accolta, ma deve essere sistematicamente negata,
e chi ne vuole parlare viene accusato di non voler vedere il significato
simbolico o allegorico dell'opera, ma di voler ridurre il tutto a una
sessualità disordinata.
Ma non è così: si tratta semplicemente di dire quello che si vede, ed
eventualmente di passare oltre, per analizzare altri aspetti dell'opera.
Se però mentre stai indicando quegli elementi qualcuno si mette a gridare
che quegli elementi non esistono e che li vede solo la tua fantasia perversa
allora, se permetti, uno si sente in obbligo di approfondire proprio quegli
elementi che si vorrebbero negare. Analogamente se descrivendo un dipinto
di Rubens o di Tiziano facessimo un riferimento alla prorompente corporeità
femminile e qualcuno cominciasse e dire che lui non ci vede nessuna
corporeità femminile, noi ci sentiremmo obbligati a insistere proprio
su quel punto. Questo mi sembra, più o meno, il punto di vista espresso
da Giovanni Dall'Orto in questo articolo:
http://www.giovannidallorto.com/biografie/caravaggio/caravaggio.html
Poi, se vogliamo, essendo questo un dibattito filosofico, si può arrivare a
negare qualunque presunta evidenza, in particolare qualunque evidenza
concernente lo spirito e le passioni, ma io continuo a pensare che se
questo esprime una qualche passione per il corpo femminile:
http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Peter_Paul_Rubens_026.jpg
allora questi esprimono una passione per il corpo maschile:
www.giovannidallorto.com/biografie/caravaggio/caravaggiopinup.html
(Premendo su ogni dipinto si può accedere ad un articolo che lo commenta,
e in particolare ti consiglio di leggere il commento al "San Giovanni
Battista".)
A proposito del Caravaggio, è utile ricordare che è stata realizzata
una mostra virtuale che raccoglie tutte le sue opere, e che non
potrebbe mai essere relizzata realmente per cui la si è intitolata
"L'impossibile Caravaggio":
http://www.caravaggio.rai.it/index_it.htm
Come si vede dalla copertina si tratta di una impresa avente una qualche
"ufficialità", essendo stata realizzata sotto l'Alto Patronato del
Presidente della Repubblica Italiana. Per accedere ai dipinti bisogna
premere "Entra" e poi "Le Opere": dovrebbe comparire sulla sinistra una
griglia di riquadri in diciotto righe e quattro colonne. Selezionando uno
qualunque di questi riquadri si può vedere una riproduzione del dipinto,
la quale può essere ingrandita fino a una risoluzione impressionante, che
consente di apprezzare la singola pennellata messa in evidenza da un uso
sapiente della illuminazione.
Oltre a vedere i particolari del dipinto, si possono anche ascoltare dei
commenti: premendo "Approfondimenti" compaiono infatti i simboli di tre
cuffie, ognuna delle quali corrisponde ad un diverso commento. Ma come mai
ci sono tre commenti e non uno solo? Anche in questo caso non possiamo
essere nella mente degli autori, tuttavia ho l'impressione che tutti
i commenti accessibili premendo sulla prima cuffia sulla sinistra tendano
ad avere un certo taglio, e lo stesso si possa dire per quelli accessibili
premendo sulla seconda e poi sulla terza cuffia, cioè quella più a destra.
Ognuno può farsi da sé una idea di questa presunta continuità scegliendo
un dipinto a caso e confrontando, in particolare, il primo commento con
il terzo.
Prendiamo ad esempio il primo dipinto in assoluto, corrispondente al primo
riquadro della prima riga: "Giovane con un canestro di frutti". Il primo
commento, quello corrispondente alla cuffia di sinistra, dice che questo
dipinto è importantissimo. E mi sembra che si possa essere d'accordo.
Ma perché è importantissimo? Esso «è importantissimo perché c'è la prima
grande natura morta che il maestro abbia eseguito». Ma come? E quel corpo?
Quella spalla nuda, quel collo sinuoso? Ebbene, stando al commento quel
corpo sembra essere una sorta di sostegno per il canestro, un sostegno che
per altro ha probabilmente un valore simbolico o allegorico: «Appunto questo
canestro pieno, strapieno, ricolmo, che ha fatto pensare a certi studiosi
che il ragazzo sia una figura simbolica. Alcuni hanno pensato che si ispiri
allo sposo del Cantico dei Cantici, infatti sembra che stia cantando,
letteralmente. Altri hanno pensato che sia una allegoria del dio Vertunno».
Ecco, ora che abbiamo ascoltato questo commento prova ad ascoltare
quello corrispondente alla terza cuffia, e vedrai la differenza.
Cambiamo dipinto, e prendiamo il primo della quarta riga: "Giovane che
suona il liuto". Anche in questo caso puoi farti una idea da te ascoltando
il primo e l'ultimo commento.
Scorrendo la collezione arriviamo a un dipinto che non può certo
mancare a questa nostra disamina. Probabilmente hai già intuito a
quale mi riferisco, e mi limito a dirti che è il terzo della settima riga:
"Amore vincitore".
Qui mi tocca ribadire che i sentimenti e le passioni non possono essere
oggettivabili, per cui non possiamo avere alcuna certezza né alcuna evidenza
assolute. Tuttavia esiste una imponente produzione letteraria e artistica
ormai plurimillenaria sull'enorme fascino che certi ragazzi esercitano su
molti maschi adulti in virtù di un modo di porsi che è allo stesso tempo
candido e malizioso. Poi, se vogliamo, di questo fascino possiamo dire
tutto quello che ci pare, esprimere delle valutazioni etiche, o magari
vietare per legge che in certi casi esso si traduca in un comportamento
sessuale concreto. Ma a prescindere dalle valutazioni etiche e dalla
normativa, sta di fatto che quel fascino esiste, ed è potente. È talmente
potente che qualcuno ha sostenuto che buona parte di ciò che consideriamo
"civiltà" sia il prodotto di una cosiddetta "sublimazione" della pulsione ad
esso associata. Mi rendo conto che non posso chiedere a te di condividere
questo punto di vista (anche se qui di "evidenza" forse ce ne sarebbe un bel
po'), ma da qui a negare che esso esista e che sia presente in tutta la
storia dello spirito ce ne corre.
Alla luce di queste riflessioni, torniamo al dipinto del Caravaggio.
Come si possa non vedere in esso una sorta di "manifesto" di quella passione
eterna che ho descritto qui sopra, proprio non lo capisco. Che cosa dice,
invece, il primo commento? Dice: «È ridente, e questo è un dato
meravigliosamente innovativo. Quasi nessuno aveva mai rappresentato una
figura che ride». Ebbene, a te sembra che quella sia una *risata*? Forse la
si potrebbe anche chiamare così, ma io direi piuttosto che si tratta di un
sorriso malizioso e ammiccante, che crea quella tensione fra malizia e
candore di cui parlavo sopra. E a quanto pare non sono il solo a pensarla
più o meno in questo modo, perché il terzo commento (che ti invito ad
ascoltare per intero) non esita a dichiarare che «la figura del fanciullo,
ancora una volta una sorta di mascalzoncello, è senza dubbio provocante».
Ora, secondo te in questo caso è più "orientato" il commento associato alla
prima cuffia o quello associato alla terza? Ti sembra che il primo commento
dica tutto ciò che c'è da vedere e che il terzo proietti sui dipinti certe
arbitrarie fantasie sessuali, oppure che il terzo dica quello che si vede
mentre il primo tende a negarlo?
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Saluti.
D.