Tempi
Giacomina la contadina sacrilega di Ravenna
Quel pancione gettato come una sfida a Dio
di Marina Corradi
È storia antica, di un secolo fa quasi, che affiora ancora nelle campagne
verso Ravenna, dove la pianura è infinita e il sole a giugno inchioda le
cose a terra, senza margine d'ombra. Te la racconta il parroco di un paese,
vaga, sfumata come quando una storia comincia a farsi leggenda. Poi la
ritrovi precisa, con nomi e cognomi, in un saggio di un anziano sacerdote
di Ravenna (don Enzo Tramontani, La settimana rossa nella Romagna
del 1914, Longo).
Dunque la storia è del tempo delle rivolte anarchiche e socialiste dei
braccianti affamati contro i padroni, il re, la Chiesa. Che fosse l'inizio
della rivoluzione? Manipoli di uomini con asce e forconi assaltavano le
chiese, in quel giugno 1914.
A Villanova di Bagnacavallo nel branco c'era una ragazza. Giacomina
Tavolazzi, 21 anni, contadina, occhi di incendio sotto a una massa dei
capelli neri. La banda piombò come una tempesta in paese, si avventò
contro la pieve, le asce brandite a sfondare il portone. Sfasciarono
ogni cosa, ciechi di furia.
Poi, davanti all'altare, un gran banchetto di roba buona rapinata
alle cascine. Sulle vivande Giacomina sparse come sale l'Ostia
consacrata, ridendo: «Se è vero che qui dentro c'è il Signore, che me ne dia
un segno in questo qui che ho nella pancia». E si battè sguaiata la mano sul
ventre. Giacomina era incinta. Poi, ebbra, si accucciò a terra e pisciò
sul Sacramento.
La rivolta fu soffocata. Stava per scoppiare la guerra. La ragazza del
branco sacrilego rimase sola, il ventre che ingrossava. Quella storia, nei
paesi, la sapevano tutti. E attorno alla profanatrice nelle campagne un fumo
acre di paura, mentre le vecchie al suo passaggio mormoravano sinistre
profezie su quel figlio gettato come una sfida contro Dio. Certamente,
dicevano, sarebbe nato con addosso il segno della maledizione.
Nacque a marzo. Sua madre partorì all'ospedale di Ravenna, forse
per fuggire agli occhi del paese. Sola, prese il suo fagotto e tornò
a casa.
Le rimase però in mente la suora che nel parto aveva avuto accanto.
L'aveva accudita come una madre - e non le aveva fatto nemmeno
una domanda.
Scolastica, si chiamava la suora, e Scolastico
fu chiamato il neonato.
Crebbe con gli occhi curiosi e forse sprezzanti della gente addosso.
Ma gli uomini hanno liberi destini. A 11 anni il ragazzo entrò in seminario.
A poco più di venti fu prete, un prete molto amato in quelle campagne.
La profanatrice morì in canonica, accanto al figlio della sfida.
Sorride ancora laggiù chi ricorda questa storia: vedete che scherzi fa Dio?
Ma non fu vendetta, né beffa. Semplicemente, testimonia chi ha visto, Dio
mostrò in quella donna il suo perdono. Che non è un dire: pazienza. Ma è
trarre da un male un bene più grande. «Fatti vedere in questo che ho nella
pancia», rise la fanciulla ubriaca. Dio la prese sul serio. Perdonando,
e facendo nuova ogni cosa.
Berlicche
Le strade della vita
Grazie alle regalie parentali, mio figlio è riuscito ad accantonare un
piccolo tesoretto; e l'ha investito in un videogioco, "Mario Kart Wii".
La Wii è un gran bel pezzo d'hardware: e devo ammettere che il gioco in
questione riesce a tirarne fuori le potenzialità. Nelle ultime settimane la
famiglia si è trovata spesso riunita sul divano pilotando improbabili mezzi
su piste di fantasia.
Mio figlio, potendo allenarsi, è riuscito ad annullare il vantaggio che mi
arriva da vent'anni di esperienza al volante e mi batte regolarmente nelle
sfide di guida. L'altra sera, di ritorno da un impegno, ho quindi deciso di
fare pratica solitaria su una pista particolarmente ostica per almeno non
sfigurare del tutto nel confronto.
Mentre sgommavo tra paesaggi alieni mi è però balenata un'idea:
che questo gioco descrive bene cosa sia la libertà.
Ti è data un'automobilina. Il tuo obiettivo finale è raggiungere un
traguardo. Ma lo puoi fare solo seguendo una strada. Sei libero di tagliare
le curve, di andare dove vuoi, anche di invertire la marcia: ma così facendo
non giungerai mai laddove devi arrivare. Se tagli la gimcana invece di
seguire le tortuose curve (perchè così ti sembra più facile) perdì velocità,
rallenti, vieni superato. Bisogna stare alla strada, che non è quella che
vuoi tu, ma il percorso che ti è dato. Occorre esperienza per capire quale
sia la via migliore, per superare gli ostacoli. Forse fare quello che ti
pare e piace, andare fuori pista, è meglio, realizza pienamente la tua
libertà?
No, perchè così cadi nel baratro.
E perdi.
Non sei felice, se perdi.
Non sei felice se perdi te stesso.
Quindi, guida bene sulle strade della vita....
http://www.mywii.com.au/img/game/Mario-Kart-Wii-5.jpg
Benedetto XVI: una vita senza Dio è limitata
Messaggio per il 97° Katholikentag tedesco
CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 22 maggio 2008 (ZENIT.org).-
Una vita che esclude Dio è limitata al "finito", osserva Benedetto XVI
nel Messaggio che ha scritto in occasione del 97° Katholikentag tedesco.
La "Giornata dei Cattolici", che quest'anno si svolge nella città di
Osnabrück, prevede 1.200 eventi in sessanta tra piazze e luoghi
caratteristici, con la partecipazione di più di 30.000
partecipanti e 2.000 volontari.
Richiamando il tema dell'incontro, "Tu ci conduci fuori al largo" (Sal
18,20), il Papa si è chiesto quale sia "il 'largo' nel quale ci conduce
l'incontro con Dio, la fede".
Al giorno d'oggi, ha riconosciuto, non poche persone "hanno paura che
la fede possa limitare la loro vita, che esse possano essere costrette
nell'involucro dei comandamenti e degli insegnamenti della Chiesa
e che non potranno più essere libere di muoversi nel 'largo' della vita
e del pensiero di oggi".
Secondo il Pontefice, queste persone si sentono come il figliol prodigo,
"costrette a partire, lasciando da parte Dio per assaporare tutto il 'largo'
dell'universo. Alla fine, però, questo 'largo' diventa stretto e vuoto".
"Solo quando la nostra vita sarà riuscita a salire al cuore di Dio -
constata -, avrà trovato quel 'largo' per il quale noi siamo stati creati".
Una vita senza Dio, ha osservato Benedetto XVI, "non diventa più libera
e più larga". Chi infatti tralascia Dio "limita la vita e il mondo
al 'finito', a quello che noi stessi possiamo fare e pensare, e questo
è sempre troppo poco".
Dio, invece, "allarga il nostro cuore affinché non pensiamo più soltanto a
noi stessi", di modo che l'uomo non abbia più bisogno di "cercare, timoroso,
la sua felicità, il suo successo o di dare peso all'opinione degli altri".
"Egli è ora libero e generoso, aperto alla chiamata di Dio. Con fiducia può
donare tutto se stesso perché egli sa - ovunque vada - di essere sicuro
nelle mani di Dio".
Il "largo" del tema, ha continuato il Pontefice, non è solo quello in noi,
"ma anche il 'largo' del futuro".
Il motto del Katholikentag, dunque, "chiama a rafforzare in noi la fiducia
in Dio, la fiducia che Dio ci condurrà in un futuro buono".
"Anche se a volte il presente ci soffia tempestoso sul volto
e ci viene grande paura per il futuro - riconosce Benedetto XVI -,
mai dobbiamo perdere la fiducia, non dobbiamo avere paura
perché Dio ci viene incontro".
Se comprendiamo il futuro in questo modo, suggerisce, potremo
raccogliere la sfida che ci presenta e sfruttare le possibilità che offre.
"Non lasciate che siano soltanto gli altri a plasmare il futuro, ma
inseritevi con fantasia e capacità di persuasione nei dibattiti del
presente!", ha esortato i partecipanti al Katholikentag.
"Con il Vangelo come parametro, partecipate attivamente alla vita politica
e sociale del vostro Paese. Come laici cattolici, osate partecipare alla
formazione del futuro, in unione con i sacerdoti e con i Vescovi!".
"Con Dio alle spalle potete agire con coraggio, perché è Lui che ci
rassicura: 'Voglio darvi un futuro ed una speranza' (Ger 29,11)".
Il Pontefice conclude il suo messaggio rivolgendosi ai giovani che
partecipano al Katholikentag, dicendosi lieto che si riuniscano ad
Osnabrück per rafforzarsi "vicendevolmente nella fede, nella speranza
e nell'amore".
"Sfruttate questa occasione e lasciatevi condurre dal messaggio del
Katholikentag al 'largo' delle possibilità che vi offre Dio! - li esorta -.
Dio vuole permeare tutta la vostra vita e vuole mostrarvi quanto è grande
la libertà di coloro che depongono la loro vita nelle sue mani".
"Larga diventa la vita di chi vive la sua vita con Dio!".
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