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Banzai don Giussani-La prima lama della Sicilia


  • Subject: Banzai don Giussani-La prima lama della Sicilia
  • From: donquixote
  • Data: Wed, 2 Jul 2008 23:53:37 +0200
  • Newsgroups: it.cultura.cattolica



Avvenire
Don Giussani è approdato nel Sol Levante
DI GIORGIO PAOLUCCI
«Ogni volta che lo leggi, que­sto libro rac­conta la tua vita in
quel mo­mento». Etsuro Sotoo, lo scultore giapponese che continua
l'opera di Gaudì al­la Sagrada Familia di Barcel­lona, sintetizza così
il suo giudizio su «Il senso religio­so », il testo fondamentale
di don Giussani che a cin­quant'anni dalla prima edi­zione continua
ad affasci­nare uomini di ogni cultura.
E aggiunge che «come è suc­cesso incontrando Gaudì, anche
l'incontro con Gius­sani ha portato risposta alle domande che
portavo con me fin da giovane».
Tradot­to in tutta Europa, pubbli­cato negli Stati Uniti nel 1997
e due anni fa nel mondo a­rabo, ora «Il senso religioso» sbarca in Estremo
Oriente: tre giorni fa l'Istituto italiano di cultura di Tokyo ha ospi­tato
la presentazione dell'e­dizione in giapponese, la di­ciottesima lingua in
cui vie­ne tradotto. A fare gli onori di casa c'era Umberto Do­nati,
direttore dell'Istituto. Il nunzio apostolico a Tokyo, Alberto Bottari de
Castello, ha sottolineato che negli an­ni Cinquanta «Giussani ha avuto il
coraggio di lasciare l'insegnamento in semina­rio per portare Cristo nelle
scuole dove parlare di Cristo non era 'politically correct'. Ha creato una
scuola di for­mazione di pensiero e sono contento che possa essere
conosciuto anche in Giap­pone ». Risale agli anni Ottanta la frequentazione
del fondato­re di Comunione e libera­zione con la cultura buddi­sta,
che si è espressa in par­ticolare nell'amicizia con Shodo Habukawa,
docente all'università del Monte Koya e responsabile del tem­pio
buddista Muryokoin.
Un'amicizia rievocata con commozione dallo stesso Habukawa:
«Nei quindici anni in cui ci siamo fre­quentati, quando don Gius­sani
parlava con me, parla­va sempre dell'esperienza del Mistero».
La versione giapponese del «Senso religioso», pubblica­ta dalla Don
Bosco Press, si rivolge al pubblico di quel Paese come strumento per
comunicare in maniera ac­cessibile le ragioni di un'e­sperienza religiosa,
affinché possa conoscere il contenu­to della proposta e le parole che la
descrivono. Due quel­le fondamentali - cuore e realtà - ricordate da don
Ambrogio Pisoni, responsa­bile di Cl per l'Asia: «Cuore è il segno che siamo
fatti da un Altro, per questo dobbia­mo imparare ad ascoltare e usare
il cuore. Realtà indica qualcosa che è dato, mi at­trae e mi stupisce.
Dobbia­mo seguire questo stupore fino a scoprire che la realtà è segno
del Mistero».
Sul «Senso religioso» si sono formati migliaia di giovani di Paesi
e culture diverse. In esso si è espresso quel cari­sma di educatore che
Gius­sani ha poi sviluppato in molte sue opere. Giuseppe Pittau,
missionario, docente alla Sophia University di Tokyo, ha ricordato che
«maestro in giapponese si­gnifica 'nato prima', ma maestro non è solo chi è
na­to prima: per insegnare bi­sogna avere fatto esperien­za. Maestro è chi
insegna ciò che prima ha vissuto. Come è accaduto a lui».

Santi militari
Rino Cammilleri
           Fin da bambino sono stato attratto dai supereroi (e lo sono
ancora). Figuratevi la mia gioiosa sorpresa quando ho scoperto che la
storia della santità cristiana era zeppa di avventure ben più mirabolanti.
Con la non piccola differenza che queste erano (e sono) vere. Come potevo,
dunque, non dedicare uno dei miei primissimi libri a I Santi Militari
(forse il primo in assoluto)?
Ripubblicato qualche anno fa in edizione rinnovata e ampliata
dalle edizioni Estrella de Oriente (info@estrelladeoriente.it),
è una delle mie opere a me più care.

        E mi dispiace solo di non aver potuto dedicare, per questioni
di spazio, che succinte schede a ciascun «santo militare», visto che
sono centinaia. Chi ama l'avventura e il sorprendente non può non
entusiasmarsi, come me, alla vicenda, per esempio, di s. Bartolomeo da
Corleone, che nel XVI secolo, prima di farsi frate (e finire a combattere
coi diavoli, come Padre Pio), era considerato «la prima lama della Sicilia»,
con tanto di sfidanti che venivano da ogni dove a cercare di togliergli
il "titolo".
E s.Olaf di Norvegia? Era un pirata vikingo che aveva sentito
parlare di Cristo a furia di saccheggiare monasteri sulle coste
britanniche. Un giorno fece un gara di navi con suo fratello,
per vedere chi arrivava primo. Il fratello invocò Thor, il dio del tuono;
Olaf provò a invocare Cristo. E vinse. Il resto non lo racconto, non
voglio togliervi il gusto di scoprirlo.
E poi s. Camillo, soldato col vizio inestirpabile del gioco; s. Ignazio,
che si fece spezzare apposta dal chirurgo la gamba ferita in un assedio
e risultata storta; s. Galgano, che piantò davvero la spada nella roccia
(è ancora là).
Insomma, date retta: leggetelo, questo mio I Santi Militari.
E fatelo leggere ai vostri figli.
E' meglio di Harry Potter, anche perché fa bene all'anima.







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