Avvenire
Don Giussani è approdato nel Sol Levante
DI GIORGIO PAOLUCCI
«Ogni volta che lo leggi, questo libro racconta la tua vita in
quel momento». Etsuro Sotoo, lo scultore giapponese che continua
l'opera di Gaudì alla Sagrada Familia di Barcellona, sintetizza così
il suo giudizio su «Il senso religioso », il testo fondamentale
di don Giussani che a cinquant'anni dalla prima edizione continua
ad affascinare uomini di ogni cultura.
E aggiunge che «come è successo incontrando Gaudì, anche
l'incontro con Giussani ha portato risposta alle domande che
portavo con me fin da giovane».
Tradotto in tutta Europa, pubblicato negli Stati Uniti nel 1997
e due anni fa nel mondo arabo, ora «Il senso religioso» sbarca in Estremo
Oriente: tre giorni fa l'Istituto italiano di cultura di Tokyo ha ospitato
la presentazione dell'edizione in giapponese, la diciottesima lingua in
cui viene tradotto. A fare gli onori di casa c'era Umberto Donati,
direttore dell'Istituto. Il nunzio apostolico a Tokyo, Alberto Bottari de
Castello, ha sottolineato che negli anni Cinquanta «Giussani ha avuto il
coraggio di lasciare l'insegnamento in seminario per portare Cristo nelle
scuole dove parlare di Cristo non era 'politically correct'. Ha creato una
scuola di formazione di pensiero e sono contento che possa essere
conosciuto anche in Giappone ». Risale agli anni Ottanta la frequentazione
del fondatore di Comunione e liberazione con la cultura buddista,
che si è espressa in particolare nell'amicizia con Shodo Habukawa,
docente all'università del Monte Koya e responsabile del tempio
buddista Muryokoin.
Un'amicizia rievocata con commozione dallo stesso Habukawa:
«Nei quindici anni in cui ci siamo frequentati, quando don Giussani
parlava con me, parlava sempre dell'esperienza del Mistero».
La versione giapponese del «Senso religioso», pubblicata dalla Don
Bosco Press, si rivolge al pubblico di quel Paese come strumento per
comunicare in maniera accessibile le ragioni di un'esperienza religiosa,
affinché possa conoscere il contenuto della proposta e le parole che la
descrivono. Due quelle fondamentali - cuore e realtà - ricordate da don
Ambrogio Pisoni, responsabile di Cl per l'Asia: «Cuore è il segno che siamo
fatti da un Altro, per questo dobbiamo imparare ad ascoltare e usare
il cuore. Realtà indica qualcosa che è dato, mi attrae e mi stupisce.
Dobbiamo seguire questo stupore fino a scoprire che la realtà è segno
del Mistero».
Sul «Senso religioso» si sono formati migliaia di giovani di Paesi
e culture diverse. In esso si è espresso quel carisma di educatore che
Giussani ha poi sviluppato in molte sue opere. Giuseppe Pittau,
missionario, docente alla Sophia University di Tokyo, ha ricordato che
«maestro in giapponese significa 'nato prima', ma maestro non è solo chi è
nato prima: per insegnare bisogna avere fatto esperienza. Maestro è chi
insegna ciò che prima ha vissuto. Come è accaduto a lui».
Santi militari
Rino Cammilleri
Fin da bambino sono stato attratto dai supereroi (e lo sono
ancora). Figuratevi la mia gioiosa sorpresa quando ho scoperto che la
storia della santità cristiana era zeppa di avventure ben più mirabolanti.
Con la non piccola differenza che queste erano (e sono) vere. Come potevo,
dunque, non dedicare uno dei miei primissimi libri a I Santi Militari
(forse il primo in assoluto)?
Ripubblicato qualche anno fa in edizione rinnovata e ampliata
dalle edizioni Estrella de Oriente (
info@estrelladeoriente.it),
è una delle mie opere a me più care.
E mi dispiace solo di non aver potuto dedicare, per questioni
di spazio, che succinte schede a ciascun «santo militare», visto che
sono centinaia. Chi ama l'avventura e il sorprendente non può non
entusiasmarsi, come me, alla vicenda, per esempio, di s. Bartolomeo da
Corleone, che nel XVI secolo, prima di farsi frate (e finire a combattere
coi diavoli, come Padre Pio), era considerato «la prima lama della Sicilia»,
con tanto di sfidanti che venivano da ogni dove a cercare di togliergli
il "titolo".
E s.Olaf di Norvegia? Era un pirata vikingo che aveva sentito
parlare di Cristo a furia di saccheggiare monasteri sulle coste
britanniche. Un giorno fece un gara di navi con suo fratello,
per vedere chi arrivava primo. Il fratello invocò Thor, il dio del tuono;
Olaf provò a invocare Cristo. E vinse. Il resto non lo racconto, non
voglio togliervi il gusto di scoprirlo.
E poi s. Camillo, soldato col vizio inestirpabile del gioco; s. Ignazio,
che si fece spezzare apposta dal chirurgo la gamba ferita in un assedio
e risultata storta; s. Galgano, che piantò davvero la spada nella roccia
(è ancora là).
Insomma, date retta: leggetelo, questo mio I Santi Militari.
E fatelo leggere ai vostri figli.
E' meglio di Harry Potter, anche perché fa bene all'anima.