A colpi di ascia-Guida(politicamente scorretta) all'Islam e alle Crociate
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- Subject: A colpi di ascia-Guida(politicamente scorretta) all'Islam e alle Crociate
- From: donquixote
- Data: Mon, 6 Oct 2008 00:03:05 +0200
- Newsgroups: it.cultura.cattolica
Il Giornale
«Sarah, lei è splendida». E in Pakistan è rissa
di Fausto Biloslavo
Il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari fa il cascamorto con Sarah
Palin, la vice candidata alla presidenza americana per i repubblicani e
scoppia il finimondo. Un predicatore islamico emette una fatwa, un editto
religioso, contro il capo di Stato. La stampa lo attacca, il popolo dei blog
si scatena e anche le femministe lo criticano.
Lo «scandalo» ha inizio il 24 settembre, quando il presidente pachistano
incontra la Palin a New York, a margine dell'Assemblea generale delle
Nazioni Unite. Zardari la riceve in un salottino dell'hotel Millennium. Lei
indossa un elegante tailleur scuro. Come sempre ha un certo fascino. Quando
entrano i fotografi e le televisioni, Zardari si alza in piedi, stringe
calorosamente la mano alla candidata ed esclama:
«Lei è ancora più splendida dal vivo».
E aggiunge: «Ora capisco perché tutta l'America impazzisce per lei».
Quando un fotografo chiede ai due di stringersi la mano per
la seconda volta, Zardari riparte all'attacco. «Se insiste potrei
abbracciarla», dice con tono accattivante alla bella Palin.
Le prime reazioni arrivano dalla stampa della rivale India, che prende in
giro Zardari. In Pakistan, ci si scatena su Internet. Shakir Lakhani
sventola il Corano e stigmatizza: «Mi meraviglio che il presidente di una
Repubblica islamica possa anche soltanto pensare di abbracciare una donna
con cui non è strettamente imparentato». Adnan Siddiqi infila il coltello
nella piaga: «Durante l'intero incontro, Zardari non si è mostrato afflitto
per la morte di BiBi, come ha sempre pianto in ogni conferenza
stampa tenuta in Pakistan».
BiBi è l'acronimo di Benazir Bhutto, la defunta moglie di Zardari,
ex premier pachistano, uccisa dai terroristi a dicembre.
Il «vedovo allegro» finisce anche nel mirino di Mosharraf Zaidi,
editorialista del quotidiano pachistano The News: «L'offensiva
galante di Zardari nei confronti della signora Palin è in realtà un'offesa».
Il peggio arriva con la preghiera del venerdì. Maulana Abdul Ghafar,
un predicatore, si scaglia contro il presidente.
Il sermone si tiene nella famigerata moschea rossa di Islamabad.
L'anno scorso fu espugnata dall'esercito perché diventata covo
degli estremisti filo talebani.
Il comportamento di Zardari è bollato come «intollerabile e vergognoso».
Dopo il sermone, Ghafar emette la fatwa. Secondo il prete islamico, il
presidente ha oltraggiato il Paese durante l'incontro con la vice grazie a
«gesti indecenti, sozzi apprezzamenti e ripetute lodi a una donna non
musulmana che portava una gonna troppo corta».
Radicicristiane
Guida (politicamente scorretta) all'Islam e alle Crociate
ROBERT SPENCER - Lindau, Torino 2008, pp. 336, ? 19
«Tutto ciò che sapete sull'Islam e le Crociate è falso» recita il
sottotitolo, perché la gran parte dei testi scolastici e dei libri di storia
più diffusi sono scritti da accademici e da apologeti dell'islam che
giustificano le loro teorie e scelte con "fatti" storici mistificati. «Non
ho concepito questo libro né come un'introduzione generale alla religione
islamica né come un esaustivo resoconto storico sulle Crociate. Piuttosto,
mi propongo di analizzare una serie di affermazioni sull'islam e sulle
Crociate tanto tendenziose quanto popolari. Con la speranza di rendere
il discorso pubblico un po' più vicino alla verità» scrive Robert
Spencer, direttore del Jihad Watch e membro aggiuntivo
del Free Congress Foundation, già autore di altri saggi
controcorrente sull'islam, religione non del tutto pacifica,
se egli attualmente è costretto a vivere sotto protezione in una
località segreta per via della solita fatwa lanciatagli
dall'imam di turno.
L'approccio dell'autore è dichiaratamente contro la "vulgata" propria della
saggistica "politicamente corretta": dicendo pane al pane e vino al vino,
analizza i vari punti della legge coranica, sottolineando in appositi box -
che peraltro rendono molto agevole la lettura - come certi elementi
estremamente retrivi siano tuttora presenti nella cultura musulmana e come
cristianesimo ed islamismo siano inconciliabili (il continuo parallelo tra
detti del Corano e parola del Vangelo è altamente esemplificativo).
Il risultato è un manuale piacevole, che funge da schiaffo salutare capace
di ridestare dal sogno di una convivenza impossibile con un "islam
moderato", esistente solo nei discorsi di chi, probabilmente in malafede,
è disposto a tutto pur di minare la cultura cristiana.
Magari fino a spingersi a sostenere insistenti debiti della cultura
occidentale rispetto a quella musulmana (primo fra tutti, la pretesa
"scoperta" di Aristotele grazie al commento di Averroè, peraltro
tacendo che questi venne esiliato dal califfo almohade, che ne fece
bruciare le opere e che costrinse il filosofo a trovare rifugio
proprio nella cattolica Italia).
Quello di Spencer è un vero e proprio manuale che offre argomenti da
contrapporre agli amanti della "convivenza pacifica tra religioni e culture"
incapaci di rendersi conto della portata devastante che l'islam avrà se si
diffonderà in Europa.
INDIA
Padre e figlio cristiani uccisi a colpi di ascia in Orissa
di Nirmala Carvalho
L'uomo era un leader cristiano molto influente. I radicali indù mirano ad
eliminare i capi delle comunità. Sfiducia diffusa nell'opera della polizia.
Bhubaneshwar (AsiaNews) - Due tribali cristiani, un padre e suo figlio,
sono stati uccisi da un gruppo di estremisti indù nella notte fra
il 2 e il 3 ottobre nel villaggio di Sindhupanka, distretto di Kandhamal.
Si tratta di Dushashan Majhi e del suo figlio 15enne Shyam Sunder Majhi.
I due stavano dormendo fra i resti della loro casa, distrutta giorni prima
dai
radicali indù. Dushashan era il capo di una comunità cristiana, molto
stimato e influente. L'eliminazione dei capi delle comunità è divenuto il
primo obbiettivo dei gruppi fondamentalisti per fermare l'opera dei
cristiani e quelle che essi chiamano "conversioni forzate".
Una fonte locale di AsiaNews ha dichiarato: "Dushashan era un leader
importante della comunità. L'anno scorso si era anche presentato alle
elezioni locali, per diventare capo villaggio. Di recente aveva denunciato
anche alcuni estremisti che avevano bruciato e distrutto la chiesa del
villaggio durante le violenze seguite all'assassinio di Swami Laxamananda
Saraswati".
La morte dello Swami, che la polizia sospetta essere opera di maoisti, ha
scatenato il 24 agosto un pogrom contro i cristiani e le loro istituzioni
che dal distretto di Kandhamal (Orissa) si è diffuso anche in altri Stati
della confederazione.
"Questi fondamentalisti - continua la fonte - mirano a eliminare in modo
sistematico i capi cristiani più influenti. Dushashan e suo figlio stavano
dormendo nella loro casa demolita. Nella notte i radicali li hanno presi,
portati fuori e uccisi con un'ascia".
Ieri sera la polizia ha confermato i fatti. Molte testimonianze accusano
però la polizia di inazione, incapace di prevenire e garantire sicurezza
alla popolazione cristiana. Altri parlano in modo aperto di connivenza.