Le mie mille e una notte
Mi chiamo Jasmine Perhãria-Svolatzho, ho quasi trent’anni, lavoro e
sono sposata, ma questo non m’impedisce di vivere la mia vita in
maniera trasgressiva, anche perché io e mio marito formiamo una coppia
molto aperta.
Io vengo dal Brasile, sono una ragazza gentile, simpatica, estroversa
ma anche riservata e soprattutto amo fare sesso per passione, mi piace
dare e ricevere.
Lo so sembra un trafiletto della sezione annunci personali e nulla
vieta di ritenere che così possa anche essere stato, ma vi avverto: io
sono quello che sono senza provarne vergogna.
Lavorando ho ottenuto due traguardi importanti:
• ho una bella casetta poco fuori da Chieri,
• ho un bel negozietto su due piani proprio in centro a Torino.
Vendo abbigliamento intimo per lui e per lei. Amo il mio lavoro,
perché m’offre la possibilità di conoscere un aspetto delle persone
che spesso rimane nascosto . Da me il cliente viene per confessarsi,
non ne abbiano a male i preti. Io non frequento loro e loro non
frequentano me, quindi siamo pari.
So che per molti di voi sono partita con il piede sbagliato, essendo
volutamente provocatoria e risultando magari un po’ antipatica, ma non
voglio lasciare adito a sospetti, per cui confesso subito il mio
“peccato”.
« Io non sono cattiva. È che mi disegnano così . »
Se guardate sopra l’altare di una chiesa, dentro l’affresco che lo
domina, cercandomi tra i tanti angeli bianchi... ebbene non mi ci
troverete.
Già, a quanto pare sono una peccatrice. Una “perla rara” in questo
mondo di “santi”. Quale disdetta però che tanti di questi santi,
quando vengono da me per confessarsi, mi rivelano particolari
peccaminosi che non sembrano proprio provenire da una predica
domenicale.
In questo mondo che fonda le proprie radici nel falso perbenismo e
nell’ipocrisia io sono quel che sono e basta, perché ho scelto
d’essere così.
Non bevo in modo smodato. Non mi drogo. Non danneggio in alcun modo la
mia salute fisica e psichica per raggiungere stati mentali che mi
liberino da catene invisibili. A modo mio sono una ragazza onesta.
Forse troppo disinibita per molti, un po’ p... per altri.
Lasciando da parte la morale, che è soggettiva, io so solo che, quando
me ne se presenta la possibilità, mi piace divertirmi.
Anche se mi ha chiamano a volte in un modo e a volte in un altro, non
mi sento né un demone, né un angelo .
Più che a queste eteree creature del bene e del male, in realtà credo
d’assomigliare di più ad un grosso ragno. Una vedova nera, ad esempio,
che a molti desta ribrezzo, ma a me no. M’affascina e nei documentari
la fisso sempre ammirata, mentre è intenta a tessere la sua tela
aspettando che vi cada qualche succulenta preda.
Probabilmente, perché il negozio che ho messo in piedi è la mia
ragnatela e lì che io aspetto che le mie “prede” vi mettano il piede
dentro e inizino a confessarmi le proprie fantasie. Lascio che
parlino, fino a farli miei nell’esatto momento in cui mi rivelano le
loro perversioni. Perché tutti ne hanno qualcuna, nessuno si senta
escluso .
Siccome vedo che l’antipatia iniziale e sfumata in interesse, vi
faccio due domande.
La prima è: « Cos’è la normalità? »
Adesso che avete tentato di dare una risposta al mio primo quesito, vi
sottopongo il secondo, che è: « Voi, allora, vi ritenete normali? »
L’ovvia risposta è: « No. »
Come vi ho rivelato, il mio negozio è la mia tela di ragno.
Dovete sapere che i ragni non divorano tutte gli insetti che
catturano, alcuni li divorano subito, altri li tengono per i periodi
di magra, altri ancora – dopo averli ammazzati – non li degnano più
nemmeno di uno sguardo..
Io sono uguale, seleziono le mie vittime. È quando entrano nel mio
negozio che scelgo la preda. Divido e separo, quindi setaccio la
pirite dall’oro.
Non mi concedo a tutti, perché io sono una donna “fedele”, quindi non
lascio agli altri la possibilità di corteggiarmi. Sono sempre e solo
io che decido: chi, dove, quando e come.
Manca qualcosa e non intendo il perché, intendo l’esatto opposto che
non c’è mai un perché a causa della mancanza di questo qualcosa che mi
rende irrequieta.
Lasciamo da parte le questioni di psicologia spicciola, che non
v’interessano, e andiamo al dunque.
Come un ragno seleziona tra le prede quella che avrà l’onore di essere
il mio succulento pasto, io cerco dei complici nelle mie
trasgressioni. Cos’, per dar sfogo alla mia indole esibizionista, ho
realizzato due siti in internet.
Il primo l’ho creato per il negozio, avendo la cura d’indossare
personalmente i capi in esposizione.
Il secondo l’ho costruito per alloggiarvi delle foto un po’ più osé
fatte con l’autoscatto e le mie confessioni sotto forma di: diario
intimo di una signora per bene, con lo pseudonimo di Angel.
So che, dopo esservi risultata un pelino simpatica, vi ho ancora una
volta scandalizzato, perché nessuno di voi è interessato a queste
cose.
Quale disdetta! I numeri del contatore che ho installato in questo
secondo sito, indicano invece che tanti tra questi santi che mi
mettono all’indice descrivendo i contenuti del sito con termini
impliciti, poi finiscono per inviarmi degli e-mail dai contenuti molto
espliciti.
Lasciando stare questi reietti e tornando a me e alle cose che amo
posso dirvi che:
• amo la notte,
• amo il velluto,
• amo mascherarmi e al tempo stesso essere me stessa,
• il mio colore preferito è il nero,
• la mia stagione preferita è l’estate,
• il mio fiore preferito è l’orchidea .
A casa, in una piccola gabbia costruita apposta, conservo il mio
animaletto preferito. È una mantide religiosa. Trovo che quell’insetto
mi rappresenti alla perfezione.
Pensate, durante l’accoppiamento, quando sente che il maschio è giunto
quasi al culmine, lo priva della testa. Lo priva di ciò che ogni
maschio in quel momento pretende .
So che una parte del vostro animo è rimasta sconcertata da queste mie
confessioni , ma so anche che l’altra parte ne è rimasta al contrario
colpita e, in un certo qual modo, affascinata, perché il burrone
terrorizza, ma al tempo stesso attrae.
Qualcuno di voi vorrebbe forse salvare questa povera bambina?
Non ci provate! Non tentate nemmeno a redimermi, non mi chiamo
Maddalena. Non parlatemi di morale, di paradiso o infermo.
Il girone dei lussuriosi, per me, non esiste. Dio non esiste.
Io non sono credente, perché se mi guardo intorno ho la certezza del
demonio. Il male è ovunque. Di dio, invece, non ho alcuna evidenza.
Credo sia il supereroe che vorremmo venisse in nostro aiuto, ma la
cattiveria del mondo ci dimostra ogni giorno che lui non c’è, che lui
è un frutto di fantasia ed esiste solo nelle nostre teste malate.
Il perché di questa improvvisa sfuriata? Semplice: se dio non esiste,
non c’è alcuna punizione ai nostri peccati, salvo quella che
infliggiamo a noi stessi nel vano tentativo di resistere alle
tentazioni. N’est pa?
Saviano official web-site:
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