Il 18 Lug 2008, 14:03,
fa...@libero.it (facchi) ha scritto:
> Il 15 Lug 2008, 20:38, ar...@libero.it (Ariel) ha scritto:
>
> > E' un peccato che di Pepper oggi si parli poco. Pur con tutto il
rispetto
> > per un genio come Lee Konitz, quando mi capita di pensare ad un
> contraltista
> > bianco è più facile che la memoria mi torni all'enfasi travolgente con
cui
> > Pepper letteralmente dilaniava le sue improvvisazioni.
>
> A proposito, oggi sto giusto ascoltando "Just Friends" di Bill Perkins con
> Richie Kamuca e Art Pepper, notevole e a proprosito di musicisti
> nell'oblio...
> Comunque Pepper ha un modo di suonare inconfondibile anche in queste
> incisioni, meno "drammatiche"
> f.
>
>
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> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
A proposito di Richie Kamuca e, dunque, a proposito di un artista dal
fascino e dall'intelligenza particolari come Shelly Manne, ascolta (se già
non lo hai fatto), i 5 CD di Shelly Manne and His Men at the Blackhawk:
oltretutto vi si possono ascoltare musicisti di valore, troppo facilmente
dimenticati, come il trombettista Joe Gordon e il pianista (era anche
vibrafonista e, ovviamente, percussionista) Victor Feldman. Lo stesso dicasi
per Shelly Manne at the Manne-Hole (da non ignorare un pianista come Russ
Freeman). Manne aveva un modo particolarissimo di suonare, poco appariscente
ma, in realtà, capace persino di farsi aggressivo senza darlo a vedere. Era
un batterista che suggeriva più che affermare, quasi orientale nella quasi
zen economica minuzia di mezzi, lontano dalla tonitruanza, capace di ideare
pulsazioni più che scansioni in una serie sofisticata di suddivisioni, con
un gusto timbrico di rara raffinatezza e di estrema efficacia. Per capire la
grandezza di questo Artista, basterebbe ascoltarsi un capolavoro come "At
The Piano" di Hampton Hawes, a mio parere uno fra i più alti conseguimenti
nella storia del pianismo jazz. Ma forse basterebbe ascoltare il Pacific
Jazz del sestetto di Jack Montrose, un'occasione per ascoltare anche un
baritonista come Bob Gordon e un pianista -sottovalutatissimo (ma lo stesso
si può dire di tanti artisti della West Coast, da Pete Jolly o Gerry Wiggins
fino a un geniale interprete come Roger Kellaway)- come Paul Moer.
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