Il 20 Lug 2008, 20:34, §*-*§ <
fileunderjazz@gmail.com> ha scritto:
>
> Mi e' capitato giorni fa di conlsultare un articolo del NYT del '88 (
> stupidamente non l' ho conservato) piuttosto interessante a proposito
> della Tonight Show Band (a quell'epoca il conduttore del programma era
> Johnny Carson, intervistato prima che il contratto con l'emittente
> televisivisa si concludesse).
> Il giornalista rimandava alla parabola discendente cui le formazioni
> big band di jazz sono andate incontro e l'importanza della Tonight
> Show Band nel fenomeno stesso, per la vastita' di audience che
> attraverso il mezzo televisivo poteva assicurarsi.Il piu' grosso
> bacino di utenza riservato ad una orchestra jazz a memoria d'uomo ed
> icona delle trasformazioni culturali e sociali intervenute.
> Il programma televisivo ,sottolineo, fu spostato da NY a
> Los Angeles nel '72 e il cambio di sede comporto' anche cambi
> nell'organico, con maggiore presenza di professionisti della zona.
> Con l'avvicendarsi di Jay Leno , il ruolo di bandleader da Doc
> Severinsen passo' a Branford Marsalis (che ridusse la formazione); poi
> a Kevin Eubanks.
>
> Domande : quanto questo show puo' aver inciso sul perdurare
> di una tradizione orchestrale jazzistica legata al territorio della
> West Coast ?
Non credo vi sia stato un effetto particolare, salvo una maggiore
popolarità, forse, del leader di turno. Peraltro, non è che il Tonight Show
presentasse una particolare estetica o intendesse veicolare precipuamente il
jazz. Come materiale "di contorno" il jazz è stato presente in una pletora
di trasmissioni americane, senza per questo influire in qualche modo su di
un territorio dove, ovviamente, il jazz stesso è dato per scontato... Forse
negli anni Cinquanta il fenomeno ha avuto un maggiore significato...
> Da acuto osservatore della realta' americana e fine conoscitore
> musicale come descriverebbe l'attuale scena statunitense per
> quanto attiene a una presunta rinascita del fenomeno delle big band,
> se non altro testimoniato dal maggior numero di incisioni
> da qualche anno a questa parte ?
>
Le big band sono oggi un'attività più "estemporanea", dati i loro costi Sono
ben poche quelle che possono concedersi un'attività più o meno costante,
dalla Lincoln Center Jazz Orchestra a Maria Schneider alla interessantissima
Asian American Jazz Orchestra... Il fatto è che pochi sono gli artisti che
possono concentrarsi unicamente su di un organico di tale tipo: le big band
diventano uno fra i tanti possibili progetti... (penso, ad esempio, alle
realizzazioni per organico più ampio di un interessante improvvisatore come
Fred Ho). Si richiedono compositori, arrangiatori in pianta più o meno
stabile, artisti impegnati soprattutto nella definizione della personalità
di una compagine. Persino un arrangiatore "fisso" come Bob Florence poteva
concedersi una libertà di movimento, anche economico, piuttosto ridotta. Da
Oliver Lake alla Mingus Big Band (che ha una sua attività più stabile),
direi che ancora oggi le big band vivono di eventi più o meno locali (penso,
che so, a Bob Curnow e altri) o di celebrazioni con big band di repertorio
che rievocano il passato, da Louis Jordan a Woody Herman, da Artie Shaw a
Count Basie.
E' pur vero che a lungo le big band hanno significato per molti una forma di
intrattenimento che oggi, ovviamente, non ha più lo stesso senso.
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