- Subject: Re: African Waltz
- From: The Squash Delivery Boy
- Data: Sun, 20 Jul 2008 12:54:18 GMT
- Newsgroups: it.arti.musica.jazz
Ariel wrote:
> A proposito di Pepper Adams, baritonista che ho sempre amato molto, per
> quanto Mulligan fosse certamente più in grado di piegarsi a esigenze
> poetiche (ma non dimenticherei, sotto il profilo puramente jazzistico, Nick
> Brignola, Gary Smulyan e persino Howard Johnson)
Quest'ultimo lo abbiamo sentito al Manzoni con Tolliver, v. sotto,
quest'inverno. Brignola, che derivava in diretta da Pepper, era
impressionante anche all'alto e al clarinetto. Un bel disco, un po' tardo:
"Things Aren't What They Used To Be" (live).
> quella, per molti versi indimenticabile, di Thad
> Jones e Mel Lewis (forse l'orchestra jazz più interessante e intelligente
> delle ultime tre o quattro decadi, anche nella "versione" del solo Mel Lewis
> e poi come Vanguard Jazz Orchestra).
Sì, è un'orchestra musicalissima e con grandi solisti in tutte le sue
versioni. Eppure, chissà, boh.
> Né credo possa sottovalutarsi, per
> quanto a volte voglia concedersi a tutti i costi un penchant per
> l'"intellettualità" che può suonare (è il caso di dirlo) forzato,
> l'orchestra di Maria Schneider o quella, veramente interessante, di John
> Hollenbeck
Conosco; eccellenti musicisti maŠ boh. Sospetto seriamente di essere un
bieco razzista quando si viene al jazz. Aggiungo tanto per sfoggio un
disco che ho trovato per caso, del trombonista-arrangiatore John Fedchock,
"New York Big Band", più sulla linea Jones-Lewis.
> mi hanno impressionato, cosa che continua a distanza di anni e
> anni, come "Impact" della big band di Charles Tolliver, per la benemerita
> Strata-East.
Qui ci siamo. Questo incontra i miei gusti in pieno, infatti.
> Gil Evans è stato un geniale arrangiatore che, però, perché non
> dirlo, aveva sempre di più abdicato al suo ruolo creativo: negli ultimi anni
> i suoi, più che arrangiamenti, erano canovacci
È vero e a me è sempre dispiaciuto.