Il 25 Lug 2008, 16:18, Joe Silver <
joe.silver@gmail.com> ha scritto:
>
> Io pero' farei una distinzione. C'e' stato un periodo in cui il giallo
> classico, quello della "quest" razionale e scientifica con cui
> l'investigatore veniva a capo di un enigmatico omicidio raccogliendo
> indizi e compiendo deduzioni e induzioni, ha avuto il suo declino, per
> lasciar spazio a storie che facevano maggiormente leva sul macabro,
> sulla descrizione della violenza e soprattutto sulla resa di un mondo
> pervaso dal disordine morale, e in cui non era piu' importante
> giungere allo scioglimento dei nodi, quanto descrivere appunto questa
> condizione di caos e di degrado.
>
> Penso alla narrativa hard-boiled, ai noir cinematografici, anche agli
> horror, perche' no, o se non altro ai serial killer movies. La figura
> dell'irreprensibile e razionalissimo detective lascia il posto a
> poliziotti corrotti, investigatori privati disincantati e senza
> scrupoli, oppure scompare del tutto.
>
> Non c'entra nulla ma viene in mente "La promessa" di Durrenmatt, che
> lessi solo qualche anno fa, per "prepararmi" alla visione dell'omonima
> trasposizione Sean Penn. Il libro e' sottotitolato "Requiem per il
> romanzo giallo", ed espone programmaticamente questa tesi. Mi ricordo
> che pensai "bello, ma l'idea e' datata, da mo' che il giallo classico
> e' morto, e ha lasciato il posto al noir (inteso in senso molto
> lato)". Naturalmente ero io che ero in ritardo rispetto a Durrenmatt,
> ma vabbe'...
>
> Ora mi sembra di scorgere una nuova inversione di tendenza,
> soprattutto nei serial americani i cui produttori, pur non disdegnando
> di andare a sfrucugliare con gusto in temi e situazioni dalle quali un
> tempo si sarebbero tenuti puritanamente alla larga - e pur continuando
> a battere i sentieri del soprannaturale, del paranormale e
> dell'irrazionale - pare abbiano ripreso a rinvigorire anche il vecchio
> filone dell'indagine poliziesca classica, e di qui tutto un fiorire di
> polizie scientifiche, matematici che risolvono casi con i numeri,
> profilers di "menti criminali" che ricostruiscono la mentalita' di
> serial killer con metodi assolutamente razionali ecc. (senza
> dimenticare House che e', evidentemente, a tutti gli effetti, uno
> Sherlock Holmes dei nostri tempi).
>
Più che possibile, visto che è una normale dinamica dei generi di doversi
evolvere in forma auto-riflessiva in continua polemica con se stessi. La
stessa cosa - in questo caso, delitto e castigo - deve essere presentata
ogni volta un po' differente. Phil Marlowe era più 'realistico' di Hercule
Poirot ma letti oggi i romanzi di Chandler sono mitologici almeno quanto
quelli della Christie. Il tono hard-boiled è durato a lungo secondo me è
durato fino a che non sono rinati i gialli giudiziari, alla Grisham-Turow,
incredibilmente dettagliati e 'realistici' sulle minuzie del sistema
giudiziario americano.
Da dire che poi oggi il giallo ha questa tipica caratteristica del
post-moderno, cioè che tutti gli stili convivono e si affiancano sul
mercato. Per dire, uno come Camilleri si richiama esplicitamente ad una
tradizione classica, non foss'altro per la brevità, incrociata con gli
pseudo-gialli 'seri' come quelli di Sciascia e, appunto, Durrematt - poco
hard-boiled, zero splatter. Poi filoni spuri come il giallo storico (in un
altra epoca) o esotico (in un paese diverso dal nostro: lo sai quanti gialli
stranieri ambientati in Italia con presonaggi italiani ci sono?) che
permettono di riciclare trame già usate...
Ma il mio punto rimane, più delitti immaginari si pubblicano e filmano, meno
delitti reali si commmettono...
Vitaliano Caccia
Susanna's Groupie # 1
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