Corrado Farina ha scritto:
> dross <_dross_TOGLIMI@virgilio.it> wrote:
>
>> la trama è la solita scoperta del prescelto. fai te... il fumetto è
>> 10000 km sopra. anche di più
>
> Qual'è l'accoppiata fumetto/film che sfugge a questa regola? Io direi
> che nei casi più felici il film non fa che avvicinarsi ai livelli del
> fumetto, senza mai superarlo.
> A parte Sin City, IMO.
>
> cf
>
>
mmmm... allora, facciamo 1 discorso generale. wanted è un fumetto
scritto come un film d'azione. e disegnato come 1 film d'azione. è
autoconclusivo e lì finisce tutto: il mondo si esaurisce nei dialoghi e
nelle rare didascalie, quindi è praticamente un romanzo (e infatti è una
graphic novel)
i vari spiderman, x-men, iron man, superman, batman, hulk, constantine,
punisher, hellboy (il cui film è piuttosto convincente), provengono
dalla serializzazione, per cui devi
1) prendere il pubblico (pagante) del cinema che non conosce il fumetto
e ridurre *anni* di background in 1 paio d'ore, altrimenti ti viene un
pilota, non un film
2) accontentare i lettori, quantomeno con strizzate d'occhio a ciò che
ha fatto innamorare il lettore dei personaggi e delle storie (la zia may
rompicazzo, l'uomo ragno sempre al verde, wolverine incazzoso, batman
hulk coi calzoni viola...)
tieni conto che non c'è continuità autoriale nella serializzazione dei
comics e nel giro di un paio d'anni le cose possono cambiare tantissimo,
quindi devi trovare il vero fil rouge nel fare un film tratto da una
serie a fumetti, e raccontare il centesimo scontro dell'uomo ragno
contro goblin non è sbagliato. anzi, sei così contento di vedere il tuo
personaggio preferito su uno schermo gigante che alla fine capisci che
si sono dovuti arrangiare per produrre un film che avesse senso.
per wanted il discorso è complicato, più che per 300 o v per vendetta.
tieni conto che alan moore (quello di v per vendetta, from hell, la
leggenda degli uomini straordinari e watchmen dell'anno prossimo) si
dissocia sempre. lui scrive fumetti come fumetti, il medium è importante
perché ogni parte di ciò che propone al lettore è fondamentale e ha un
ruolo al punto e al momento giusto. i tentativi di coinvolgerlo nella
produzione di solito falliscono e se vedi bene, v per vendetta è tratto
dalla graphic novel disegnata da david lloyd, non scritta da alan moore
e disegnata da david lloyd. sai che la graphic novel che hai amato non
verrà rappresentato come il suo autore avrebbe voluto, e ti adatti a una
riduzione per le masse.
in wanted le aspettative vengono tradite due volte. infatti la graphic
novel ha di per sé una gran quantità di pregi: è divertente,
dissacrante, presenta una trama ben congeniata, un mondo alla cui base
c'è un'idea innovativa e ha pure ottimi dialoghi e un bel ritmo. quanto
ci vuole a uno sceneggiatore a farci un film? un secondo e mezzo, a
occhio. però nella produzione gli autori (tutti e due!!!) sono stati
chiamati e coinvolti. addirittura non sono neanche produttori esecutivi,
ma proprio produttori (o ho sbagliato a leggere i titoli di coda?).
insomma, questa edulcorazione è stata fatta con il beneplacito di gente
che i fumetti li sa fare, nella fattispecie mark millar è uno scrittore
brillante e sempre ben valutato. i suoi vendicatori (anzi, ultimates)
sono stati negli ultimi anni il fiore all'occhiello della marvel, il
personaggio più positivo della serie ha una relazione con la propria
sorella (tieni presente che i vendicatori nascono come supereroi al
servizio del governo degli u.s.a.)
inoltre considera che i lettori di wanted si dividono in due: chi (come
me) ne ha adorato le parolacce, la violenza gratuita, la mancanza di
moralità, che *deve* far parte dei supercattivi dei fumetti, la visione
distopica (distopica in relazione al mondo dei fumetti. in breve 20 anni
prima dello svolgimento dei fatti i supercriminali hanno messo k.o.
tutti i superereoi, si sono spartiti il mondo e lo governano da
massoni/corporativisti/mafiosi depravati). gli altri non hanno
apprezzato uno o più di questi aspetti. ok, ma l'idea dei cattivi che
vincono poteva essere salvata, no? invece li trasformano nei soliti
templari o chi per loro. questo mi rode più di tutto. vuoi che il film
sia più popolare del fumetto (che ai benpensanti non piacerebbe perché
cazzo e fica li trovi un ballon sì e uno no)? per lo meno lascia l'idea
di fondo della trama. la mia sensazione è quella di uno che vede il
remake di full metal jacket ma lo ambienta in un campo scout prima (con
un amorevole caposcout) e in una gita per i boschi dopo