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Re: L'ondata di crimine percepito


  • Subject: Re: L'ondata di crimine percepito
  • From: susanna
  • Data: Fri, 25 Jul 2008 19:20:54 +0200
  • Newsgroups: it.arti.cinema


Vitaliano Caccia <am...@alice.it> ha scritto:

:: Pensavo di essermi messa al riparo gia' prima: la mia risposta alla
:: domanda generalissima non poteva che essere ideologica (e non
:: analitica). E uno dei motivi e' proprio uno di quelli che elenchi:
:: legalita' e criminalita' sono concetti 'moderni', che non si
:: prestano a generalizzazioni su periodi cosi' ampi.
::
::
: Che io sappia, l'omicidio privato è sempre stato considerato un
: crimine, anzi, IL crimine per eccellenza. Di certo nelle società
: occidentali di cui ho fornito i dati.

Be', sai, Ara parlava di guerra dei trent'anni e tu, anche se in altra sede,
di tendenze plurisecolari.
Il ruolo degli Stati, poi, si puo' cominciare ad analizzare solo da un certo
tempo in poi (la tesi di Ara).
Gia' parlare di omicidio privato circoscrive temporalmente il campo:
l'omicidio privato di un signorotto medioevale, probabilmente, non ricade
nella stessa categoria dell'omicidio privato di un servo della gleba o di
uno schiavo.
In questo senso e' molto complicato prendere in esame tempi cosi' ampi.


: Anche le faide famigliari, che sopravvivono ancor'oggi in certe aree
: d'Italia, pur tollerate nella pratica erano pur sempre considerate
: crimini. Fino agli anni 50 in Italia si poteva essere assolti per
: delitto d'onore ma non c'erano dubbi si trattasse di un delitto.

Se rimaniamo solo al dopoguerra italiano, insisto con la mia tesi: la
diminuzione dei reati (e degli omicidi) - aldila' di dinamiche endemiche
come la criminalita' organizzata - trova una sua ragione banale: la
struttura del capitale migliora complessivamente (e in modo interclassista)
le condizioni di vita dei cittadini che stanno al centro della struttura (i
paesi occidentali), mentre allontana le contraddizioni (tra cui
l'illegalita' criminale) nelle sedi in cui la contraddizione si consuma
socialmente (le aree dello sfruttamento del lavoro).

Le migliori condizioni di vita comportano tutta quella serie di effetti che
ricordavi anche tu, e che sfociano poi nel dato complessivo della speranza
di vita (misurata in anni).

Tra l'altro mi sembra una dinamica abbastanza elementare, senonche' si deve
sottolineare ancora una volta la pertinacia con cui il problema della
sicurezza viene posto al centro del dibattito politico istituzionale.





susanna





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