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Re: Domanda spirituale


  • Subject: Re: Domanda spirituale
  • From: Aramesh
  • Data: Sat, 11 Oct 2008 00:56:16 +0200
  • Newsgroups: it.arti.cinema


Il Fri, 10 Oct 2008 20:21:03 +0200, susanna ha scritto:

> Completamente OT.
>
> Ara, dammi una dritta sulla prima fase della crisi dei mutui Usa.
>
> In generale abbiamo tre soggetti: un venditore di casa, un compratore di
> casa e una banca.

Nella prima fase i tre soggetti sono contenti.

a) Il valore degli immobili in trend ascendente da più di un decennio
b) i tassi sono bassi
c) goto a

> Ad un certo punto, quando il compratore ha gia' versato Y (molto piu'
> piccolo di X + p), si scopre che quella casa ha un prezzo diverso: invece di
> X, il suo prezzo ora e' x (x e' molto piu' piccolo di X, facciamo x = X/2).

Ecco, una prima cosa è capire perché il prezzo delle case scende. Se ti
ricordi a suo tempo ne parlammo e io ritenevo che fosse in atto una crisi
di sovrapproduzione (immobiliare).

Lo dissi perché avevo notato che uno dei dati economici molto seguiti negli
USA era in pieno "crack": tra il 2005 e il 2006 se non ricordo male il
numero dei nuovi cantieri avviati era sceso del 65%.

Il ragionamento è questo: il venditore vede che sta vendendo facile e con
ampio margine. Inizia a produrre di più e si attrezza di conseguenza. Ma
non sono soldi del compratore, sono soldi che la banca - per qualche motivo
che vedremo - concede ormai con estrema facilità al compratore.

Quando dico "estrema facilità" intendo situazioni ordinarie in cui il mutuo
ha un LTV ('Loan to Value': mutuo diviso valore del rogito) del 100% o più,
e magari per acquirenti ai quali non si chiede nemmeno di produrre una
busta paga. E sono pregiudizialmente convinto che ci sia stata anche forte
connivenza tra i periti e i costruttori ad alzare la valutazione.

Il giochino regge finché i prezzi salgono e i tassi di interesse sono
bassi. Poi ad un certo punto cominciano a salirte i tassi e scendere i
prezzi delle case.

> Il compratore se ne accorge. Fa 2+2 e dice: se io mollo il mutuo, pago la
> penale e perdo Y, questo e' molto meglio che continuare a pagare fino a X +
> p. Infatti, con quello che mi rimane da pagare, anche se aggiungo le perdite
> per la chiusura del mutuo, mi compro un'altra casa piu' facilmente (tutte le
> case hanno dimezzato il loro prezzo).

Anche qui va capito il perché l'acquirente va in default. Quella della
convenienza mi aveva affascinato, ma più facilmente il compratore non
riesce più a pagare, punto.

Perché? Tassi più alti, aumento della disoccupazione o diminuzione del
salario per ora lavorata, e, negli USA, il tutto aggravato dalla mancanza
di una qualunque forma di paracadure sociale. Voglio dire: se sono arrivati
a fare un certo tipo di mutui, li avranno fatti anche a gente che non ha
assuicurazione sanitaria. Il che significa che se si deve ingessare un
braccio salta sei rate.

Quale che ne sia stata la ragione, c'è un *fatto*: per quanto brutta
diventi la vita di uno segnalato alla centrale rischi, alla fin fine una
banca ha solo in mano un immobile, che oggi vale la metà del capitale
residuo. Possono anche mettere in carcere il debitore, ma il fatto resta
tale.

I primi default perciò buttano sul mercato una serie di immobili di
proprietà delle banche che contribuiscono ad abbatterne ancora di più il
valore.

In più, dopo i primi default e intorno al 2007, le banche si accorgonmo che
le scope stanno portando un po' troppa acqua. Così restringono il credito,
il che contribuisce all'aumento del tasso di interesse e dunque nuovi
default di gente che non arriva a pagare la rata. Ci si inizia ad avvitare.

> La banca quindi rimane con una casa pagata X, ma che vale X/2 (e le rate
> fino ad allora pagate dal compratore e la penale).
> Ok, la banca, soprattutto se ha avviato molti di questi mutui, si ritrova in
> braghe di tela.
>
> PERO' il venditore aveva REALMENTE incassato il valore X e, direi, non lo ha
> messo nel materasso.

Esatto, ma bisogna vedere dove lo ha messo il venditore. Se lo ha
reinvestito in mezzi di produzione immobiliare, cioè nei suoi strumenti di
lavoro, capisci bene che...

Ora come ora se fai mente locale il capitale del costruttore si è mantenuto
costante solo se se li è tenuti liquidi. In qualunque cosa abbia investito,
questa ha perso valore. Anche il petrolio. L'oro forse, per ora.

> Allora si tratta di una crisi di ristrutturazione del capitale (cioe' di
> nuove regole per la spartizione del medesimo capitale) o di crisi economica
> (ovvero di una diminuzione del capitale)?
> O ho saltato qualche passaggio?

La mancanza di accesso al credito porta alla distruzione di grandi quantità
di capitale a livello di sistema, capitale che pochi minuti prima "si
credeva di avere".

Lo sai quale sarà il momento in cui veramente la merda colpirà il
ventilatore? Quando le banche cominceranno a chiedere alle aziende di
rientrare dal castelletto fidi, di fatto prosciugando la capacità delle
aziende di pagare stipendi e fornitori. Se succederà, capisci bene che sarà
un vero merdaio.

Perché lo dovrebbero fare? Perché l'alternativa sarà il fallimento della
banca. E perché nessuno dotato di una visione d'insieme per adesso sembra
intenzionato costringere le banche a non farlo.

Nessuno sta più prestando soldi a nessuno. Siamo in piena "trappola della
liquidità" carissima, e questi non sembrano essersene accorti.

--
Aramesh


Subject Mittente Data


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